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Marijuana di Stato

Signor Direttore, per la prima volta al mondo uno Stato depenalizza la coltivazione, la produzione e la distribuzione della droga. E' successo in Uruguay dove il Parlamento ha approvato in prima lettura una legge per la legalizzazione della marijuana. Ci sarà un Ente statale che emetterà licenze e controllerà produzione e distribuzione, ci sarà un registro dei consumatori, che potranno acquistare la marijuana nelle farmacie, fino a un massimo di 40 grammi al mese oppure coltivare 6 piante direttamente a casa. La pericolosità della sostanza non è un mistero. Uno studio del NIDA (National Institute on Drug Abuse) dice che l’uso della cannabis è in grado nel tempo di ridurre il quoziente intellettivo, la memorizzazione, l’attenzione, la motivazione e il coordinamento psicomotorio. Oltre al danno sulla psiche degki adolescenti, ancor più evidente che sugli adulti. Nonostante questi studi, e la testimonianza di tante persone, gli antiproibizionisti (dal magnate George Soros ai radicali della Bonino) vogliono che al posto dei “cartelli” dei narcotrafficanti ci siano gli Stati a gestire il business della droga con il pretesto di sconfiggere il narcotraffico. Durante l’incontro con i giovani tossicodipendenti presso l’Ospedale San Francesco d’Assisi a Rio de Janiero, durante la GMG, Papa Francesco ha detto: “Non è con la liberalizzazione delle droghe, come si sta discutendo in varie parti dell’America Latina, che si potrà ridurre la diffusione e l’influenza della dipendenza chimica”. Ha ragione perchè le sue parole esprimono ciò che le scienze mediche, e le famiglie, hanno verificato.

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