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sentenze e prescrizioni

A proposito della sentenza di condanna di Silvio Berlusconi vorrei far rilevare la solerzia e la rapidità con cui è stato svolto il procedimento, anche tagliando i testimoni della difesa, pur di evitare che cadesse in prescrizione. Questo comportamento della magistratura inquirente e giudicante del Tribunale di Milano dà da pensare. Altri procedimenti sono caduti in prescrizione per lentezze e atti imputati alla difesa. Ma forse era semplicemente per il fatto che la procura stessa non credeva alla validità dell’impianto accusatorio, per cui era meglio lasciar andare in prescrizione piuttosto che dover subire una sentenza assolutoria. Meglio poter sostenere che erano stati prescritti, piuttosto che subire una sconfitta giudiziaria e politica. In quest’ultimo caso, non so per quale motivo, si è ritenuto che si potesse arrivare alla sentenza di condanna definitiva, per cui si è assistito ad una accelerazione del procedimento per evitare la prescrizione. Viene da pensare che ci siano ben altri interessi, forse di poteri economici, che hanno portato a scegliere in questa fase di sopprimere politicamente l’avversario. Vorrei ricordare che la tessera n. 1 del Partito Democratico è stata assegnata al signor Carlo De Benedetti e non credo che sia stato fatto per il suo impegno politico, per le sue profonde convinzioni ideologiche. Mi domando chi sia il padrone di chi e quali siano i reali poteri che governano l’Italia. E chi siano i referenti di questi poteri. Quante marionette “politicanti” infestano l’Italia? Ma come fanno gli iscritti del PD ex PCI-PDS-DS a sopportare che il loro primo iscritto sia questo signore? Forse rappresenta gli ideali ed i valori della vecchia tradizione comunista?

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