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1947 ... si parla di Magistratura

5 Agosto 2013 Gentile Direttore, pensando possano essere utili al dibattito sulla riforma della Magistratura le riporto alcuni brani significativi e il testo pressocchè completo di un articolo di prima pagina dell’ Unità del.... lontano 1947, tratti dagli archivi storici del giornale. Cordiali saluti -------------------------------------- 13 nov 1947 UN DISCORSO DI GULLO ALLA COSTITUENTE I comunisti propugnano il principio dell'eleggibilità della Magistratura ........ ........ mentre è indubitabile che il potere giudiziario è un aspetto della sovranità e in quanto tale è necessariamente autonomo e indipendente. lo stesso non può dirsi per l'organo che è chiamato ad esercitare questo potere, la magistratura, la quale, come tutti gli organi dello Stato, è parte integrante di un sistèma. Tanto meno ........ possono ritenersi autonomi ed indipendenti gli uomini che fanno parte di questo organo. ......... ....... in che senso la magistratura come ergano deve essere indipendente ed autonoma. Forse per difendersi dalle indebita ingerenze del potere esecutivo e nella fattispecie del ministro ? ........ tali ingerenze in un regime di vera democrazia in cui tutti gli organi del potere statale ripetono la loro autorità dal popolo e al popolo devono rendere conto delle loro azioni, costituiscono un fatto del tutto eccezionale e in ogni caso da considerarsi criminoso. Tale poss.bilità non può assolutamente giustificare un determinato ordinamento della magistratura. ....... oggi che la sovranità risiede unicamente nel popolo non è concepibile nessun potere distaccato da esso..... ....... Passando a parlare della eleggibilità o meno dei giudici, 1’ oratore rileva che in realtà i concorsi, anche i più severi, non servono che a vagliare il grado di cultura giuridica degli aspiranti: ma attraverso di essi, non è possibile dare nessun giudizio sul carattere e sulla umanità del futuro giudice. E se il giudice non ha carattere potrete fare tutte le leggi che vorrete a difesa dell'indipendenza e dell'autonomia della mastratura, dice l'oratore, ma non otterrete alcun risultato. ll compagno Gullo conclude su questo punto proponendo di affermare nella Costituzione il principio che i magistrati possono essere elettivi ... ....... l'oratore rileva l'ipocrisia della proibizione, ai magistrati di iscriversi ai partiti. E' meglio, egli dice, che il giudice dichiari apertamente la sua fede politica, piuttosto che la nasconda. Nel primo caso egli dovrà controllare la propria passione di parie, perchè si sentirà controllato dall'opinione pubblica: nel secondo caso invece egli potrà non avcre alcun ritegno...... ....... l’ on. Veroni in particolare si era soffermato...... sul Consiglio Superiore della Magistratura, rilevando come il progetto di Costituzione rappresenti, per quanto riguarda questo organismo, un regresso rispetto al decreto del maggio '46. che fu presentato al Consiglio dei ministri dal compagno Togliatti .........con il quale si stabiliva che ogni membro del Consiglio stesso dovesse essere liberamente eletto. ..... Testo completo 13 nov 1947 UN DISCORSO DI GULLO ALLA COSTITUENTE I comunisti propugnano il principio dell'eleggibilità della Magistratura, Difesa della giuria popolare - il pieno diritto dei giudici di aderire ai partiti politici - Contro l'esclusione delle donne dalla Magistratura Nslla seduta di ieri alla Costituente il pensiero del Gruppo Comunista sui problemi attinenti la Magistratura è stato esposto dal compagno Gullo, che inizia il suo discorso alle 18. Egli rileva subito l’asperità e la complessità dell'argomento sul quale sino a questo momento si è fatta molta retorica. i magistrati sono stati volta a volta rappresentati come supremi sacerdoti del diritto o come oscuri eroi dalle giacchette rammendate. Nell’uno e nell'altro caso si è trascurato di vedere l'uomo. E cosi — osserva l'oratore — si è parlato lungamente sulla necessità della indipendenza e della autonomia della magistratura senza specificare il senso e il contenuto di queste affermazioni. E mentre è indubitabile che il potere giudiziario è un aspetto della sovranità e in quanto tale è necessariamente autonomo e indipendente. lo stesso non può dirsi per l'organo che è chiamato ad esercitare questo potere, la magistratura, la quale, come tutti gli organi dello Stato, è parte integrante di un sistèma. Tanto meno — conclude su questo punto il compagno Gullo — possono ritenersi autonomi ed indipendenti gli uomini che fanno parte di questo organo. E’ un problema di uomini ? E' un problema di uomini quello che ci sta davanti? si domanda a questo punto l'oratore e, dopo aver affermato, ad onore dei giudici italiani, che anche nell'oscuro periodo della dittatura fascista, furono molto rari i casi da magistrati che cedettero agli allettamenti dei disonesti, Gullo giunge alla conclusione che la crisi del sistema giudiziario italiano non è imputabile ai singoli membri della magiìtratura. e prova la validità della sua asserzione citando passi del Zanardelli e drl Finocchiaro-Aprile i quali 50 anni fa ponevano il problema negli stessi termini. Entrando nel vivo della questione, il compagno Gullo si domanda in che senso la magistratura come ergano deve essere indipendente ed autonoma. Forse per difendersi dalle indebita ingerenze del potere esecutivo e nella fattispecie del ministro ? A questo punto l'oratore nota, tra' il consenso di vasti settori dell' Assemblea. la possibilità che di tali ingerenze in un regime di vera democrazia in cui tutti gli organi del potere statale ripetono la loro autorità dal popolo e al popolo devono rendere conto delle loro azioni, costituiscono un fatto del tutto eccezionale e in ogni caso da considerarsi criminoso. Tale poss.bilità non può assolutamente giustificare un determinato ordinamento della magistratura. Il problema della indipendenza e della autonomia degli organi giudiziari si poneva invece nei vecchi regimi monarchico-costituzionali quando il potere giudiziario non promanava dal popolo. Era necessario allora istituire un sistema di equilibri e di correttivi. ma oggi che la sovranità risiede unicamente nel popolo non è concepibile nessun potere distaccato da esso. In realtà — prosegue Gullo — quando si dice che il magistrato deve essere indipendente ed autonomo perchè deve applicare la legge , non si dice assolutamente nulla. e l’applicazione della legge, in un certo senso, è come un'opera d'arte. legata alla morale, al gusto e al costume dell'epoca. Cosi come noi oggi leggiamo la Gerusalemme liberata.. con altri occhi ed altro cuora dei contemporanei del Tasso se non altro perchè tra noi e loro è trascorso il romanticismo, alio stesso modo il giudice non può applicare una legge antica con lo stesso spirito con cui la appl.cavano i contemporanei del legislatore. Anche la dichiarazione di incostituzionalità di quei famosi decreti Gullo e Segni che pure non rappresintavano altro che un barlume di inizio di riforma agraria, è in un certo senso un atto di applicazione della legge (per quanto non si comprenda come possano essere incostituzionali delle leggi nel momento in cui il paese non ha ancora una costituzione). Ma, conclude su questo punto l'oratore, tutto ciò prova soltanto che quei magistrati e tutti quelli che non si fecero scrupolo di applicare il decreto d'amnistia nel modo più largo ed ingiusto, non hanno capito nulla delle esigenze e delle aspirazioni del popolo e che assai più di indipendenza e di autonomia essi hanno bisogno del più largo contatto con la vita sociale e politica (continua in 4. pag., 1. colonna) Passando a parlare della eleggibilità o meno dei giudici, 1’ oratore rileva che in realtà i concorsi, anche i più severi, non servono che a vagliaare il grado di cultura giuridica degli aspiranti: ma attraverso di essi, non è possibile dare nessun giudizio sul carattere e sulla umanità del futuro giudice. E se il giudice non ha carattere potrete fare tutte le leggi che vorrete a difesa dell'indipendenza e dell'autonomia della mastratura, dice l'oratore, ma non otterrete alcun risultato. ll compagno Gullo conclude su questo punto proponendo di affermare nella Costituzione il principio che i magistrati possono essere elettivi La giurìa popolare Riprende poi un concetto espresso dall'on. Veroni, secondo il quale ogni qual volta è comparsa la libertà è comparso pure l'istituto della giuria popolare. a questo egli trae argomento per sostenere la necessità del ripristino dj questo istituto E un breve accenno al problema della Cassazione unica o regionale, che dovrebbe essere risolto nel senso di conciliare l'esigenza della unicità della giurisprudenza cassazionale con quelle che sorgono da problemi tipicamente locali; l'oratore rileva l'ipocrisia della proibizione, ai magistrati di iscriversi ai partiti. E' meglio, egli dice, che il giudice dichiari apertamente la sua fede politica, piuttosto che la nasconda. Nel primo caso egli dovrà controllare la propria passione di parie, perchè si sentirà controllato dall'opinione pubblica: nel secondo caso invece egli potrà non avcre alcun ritegno. Concludendo il compagno Gullo si sofferma sulla esclusione delle donne ..... affermando che una simile esclusione è semplicemente assurda, in un momento in cui si riconosce alla donna piena eguaglianza di diritti sociali e politici con gli uomini. Al termine del suo discorso 11 compagno Gullo viene lungamente applaudito. i deputati si congratulano con lui. mentre alcune deputate democristiane lo ringraziano caloroiamente per l'appoggio dato alla tesi sostenuta fin qui dalle donne deputate. ........... Nella seduta della mattinata .....l’ on. Veroni in particolare si era soffermato...... sul Consiglio Superiore della Magistratura, rilevando come il progetto di Costituzione rappresenti, per quanto riguarda questo organismo, un regresso rispetto al decreto del maggio '46. che fu presentato al Consiglio dei ministri dal compagno Togliatti .........con il quale si stabiliva che ogni membro del Consiglio stesso dovesse essere liberamente eletto. .....Veroni aveva concluso il discorso dichiarandosi favorevole alla giuria popolare e all'ammissione delle donne nella Magistratura ..

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