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lettera aperta:vogliamo essere ascoltati

Gentili direttori, siamo dei giovani della parrocchia San Giovanni Battista in Nocera Inferiore (SA) e ci rivolgiamo a voi per portare a vostra conoscenza la difficile situazione che stiamo vivendo. Il nostro vescovo S.E. Mons. Giuseppe Giudice ha deciso di effettuare alcuni trasferimenti tra i parroci nella nostra diocesi. Noi siamo una comunità in periferia e in appena otto anni questo è il quarto trasferimento che subiamo, mentre ci sono parrocchie che vantano decennali per non dire ventennali dei ministeri dei loro parroci. Noi solo perché una comunità di periferia ci sentiamo abbandonati da tutti e tutto, nessuno ci ascolta. Il nostro parroco Don Antonio Cuomo ha saputo in questi quattro anni accoglierci come solo un padre sa fare, ci ha raccolto dalla strada insegnandoci l'amore per Cristo e adesso senza alcuna spiegazione, senza motivazione ce lo portano via! Abbiamo cercato più volte un confronto una risposta dal nostro vescovo ma ci ha lasciati nella totale indifferenza, non contiamo niente per nessuno neanche per lui, lui che dovrebbe essere un 'padre' per tutti noi. Solamente pochi giorni fa abbiamo appreso che un altro amministratore parrocchiale della diocesi sarà nominato parroco ma NON subirà alcun trasferimento rimanendo nella sua parrocchia. Perché alcuni devono subire trasferimenti portando solo confusione e sconforto tra i fedeli e altri no??? Il vescovo nell'unico comunicato stampa che ha emanato ha detto che noi non dobbiamo legarci a niente e nessuno....ma questo vale solo per la comunità di San Giovanni Battista??? Noi giovani siamo indignati da questo comportamento, vogliamo chiedere a lei e ai vostri lettori di ascoltare queste nostre domande...vi preghiamo di non lasciarci nell'indifferenza e di non censurarci... Fiduciosi che pubblicherete questa nostra lettera e nella speranza di poter ottenere delle risposte vi porgiamo i nostri più cordiali saluti. Il Cenacolo Giovane LETTERA APERTA Stimato Direttore, siamo i giovani appartenenti al gruppo”Cenacolo Giovane”della parrocchia di San Giovanni Battista di Nocera Inferiore (SA). Abbiamo deciso di scrivere questa lettera aperta nella speranza di ottenere risposte e chiarimenti sinceri da chi di competenza. Mi riferisco,in particolare,alla vicenda del trasferimento dei parroci avvenuto nella nostra diocesi Nocera-Sarno che ha avuto inizio il 9/07/2013 ed ha causato il trasferimento del nostro parroco Don Antonio Cuomo. “QUATTRO PRETI IN OTTO ANNI,E’ GIUSTO?”,QUESTA è LA DOMANDA CHE RIVOLGIAMO A LEI ED AI LETTORI. E’ giusto che la comunità debba per la quarta volta cambiare parroco in così poco tempo e soprattutto nel momento più fiorente? Proprio ora che iniziavamo a sentirci davvero comunità.Sono state spezzate certezze ,speranze,e la possibilità di continuare a camminare nel modo giusto ed in comunione con Cristo. Il nostro è un quartiere difficile e per ognuno di noi la Chiesa rappresenta la seconda casa;lì c’è un padre che fino ad ora ci ha accolto a braccia aperte, ha premiato il bene e rimproverato ogni nostro comportamento sbagliato. Sua Santità Papa Francesco già nel 2007,quindi ancora vescovo,invitava tutti i suoi colleghi a non restare nei loro bei palazzi ma li esortava ad uscire e sostare nelle periferie.e ancora in occasione della GMG a Ryo De Janeiro ha invitato i giovani a:”FARE CHIASSO,FARE CASINO,SMUOVERE LA CHIESA” Può ben capire il nostro disorientamento in quanto le due”campane”dicono cose completamente diverse:da un lato troviamo indifferenza,dall’altro esortazione e libertà. Il nostro vuole essere un esposto per tutte le volte che non siamo stati ascoltati ma soltanto lasciati nell’indifferenza con la speranza che i nostri animi si calmassero perche si sa che il”chiasso,il rumore” danno fastidio. Noi sull’esempio di papa Francesco,vogliamoproprio dar fastidio,smuovere le acque al fine di ottenere chiarezza circa lo spostamento di Don Antonio Cuomo. In questi giorni,inoltre,abbiamo appreso dai giornali e dal sito della diocesi che un altro amministratore parrocchiale è stato nominato parroco,sempre dal vescovo ,senza subire trasferimento.Ci chiediamo quindi perché Don Antonio,anch’egli amministratore nella nostra parrocchia,deve lasciare la parrocchia e non restare invece insieme a noi in qualità di parroco per continuare il percorso di fede intrapreso nel modo migliore che si potesse fare?Quali errori sono stati commessi?il suo mandato riteniamo sia stato fino ad ora eseguito nel migliore dei modi,pochi come lui hanno letteralmente raccolto dalla strada giovani e famiglie intere avvicinandoli a Cristo.ci ha insegnato che il Signore non ci abbandona soprattutto nei momenti più difficili e noi giovani ancora adesso abbiamo viva in noi la speranza che qualcuno ascolti la nostra voce. Invitiamo Monsignor Giudice a PENSARE alla confusione che ha creato,lo esortiamo a rivedere questi trasferimenti,a scendere per le strade,a constatare con i suoi occhi e a toccare con le sue mani,la FAMIGLIA che si è creata nella nostra parrocchia.noi giovani siamo indignati dal clima di omertà e silenzio,e in alcuni casi di censura,che non placa i nostri dubbi né gli animi,anzi ci spinge ad essere sempre più determinati alla ricerca di RISPOSTE VERE ,SINCERE E CONCRETE. VOGLIAMO ESSERE ASCOLTATI,MA TUTTI SEMBRANO SORDI! CERTI CHE PUBBLICHERà QUESTO NOSTRO APPELLO,LE RIVOLGIAMO I NOSTRI Più DISTINTI SALUTI “IL CENACOLO GIOVANE”

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