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stravolti principi fondamentali

Alla luce dell’onnipresente mantra “le sentenze vanno rispettate” che gli allineati cercano di inculcare nelle menti di tutti quasi si trattasse di una emanazione biblica ineludibile, ed a cui è invece facile rispondere negativamente quando ci si riferisca ad istruttorie e sentenze che si manifestano in toto come costruite a tavolino, mi sembra si cerchi di far accettare in subordine gravi modifiche della prassi giudiziaria che interessa non solo il Cavaliere, bensì tutti noi. Durante mani pulite alcuni p.m. cominciarono ad usare in modo disinvolto la carcerazione preventiva e, visto il silenzio assenso dell’opinione pubblica, l’uso si ampliò, sino a diventare ora una prassi consolidata che sovraffolla le carceri di soggetti che, in grande percentuale, dopo mesi (o a volte anni) vengono rilasciati perché “il fatto non sussiste”. Nei recenti casi berlusconiani, abbiamo visto due pesanti screzi alla prassi processuale: la delegittimazione dei testi che non dichiarano ciò che gradisce il p.m. ed anzi la loro iscrizione a reato, per cui chiunque potrebbe essere ritenuto colpevole di qualsiasi cosa anche se ha testi a discolpa, e la negazione del principio di responsabilità di firma, per cui invece che il dirigente o l’amministratore delegato che firmano, deve rispondere il proprietario. Per analogia allora, in una s.p.a. in caso di inadempienze o illeciti invece dell’a.d. dovranno rispondere gli azionisti, il proprietario di un quotidiano essere ritenuto responsabile di diffamazione, ma non il direttore o il giornalista, ed altre amenità simili: non possiamo permettere che il silenzio consenta la diffusione di simili folli comportamenti.

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