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Consiglio a Berlusconi

Caro Silvio, adesso che la frittata è fatta, un grande uomo politico come te dovrebbe bere fino in fondo l'amaro calice e varcare i cancelli fisici del carcere, rinunciando agli arresti domiciliari o l'affidamento ai servizi sociali. L'aver giocato in passato a rimpiattino con i magistrati (impegni istituzionali, problemi di salute, ...) ti hanno visto imputato debole e tremebondo; scolaretto impreparato che, volendo marinare la scuola, altera il termometro. Adesso, la grazia e altre oscure procedure non fanno altro che peggiorare la situazione e rischiano di mostrarti come un anziano impaurito alla ricerca dell'ultima norma 'ad personam', altro che l’innocente e perseguitato leader che vuole migliorare il mondo. Tutti i grandi rivoluzionari e i martiri sono passati per le patrie galere senza compromessi. Le lettere e i quaderni dal carcere hanno una credibilità politica ben maggiore dei proclami dalla villa. Mi dirai che è facile fare l'eroe con la pelle degli altri, ti rispondo che la coerenza ha i suoi costi.

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