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La casta INPS

Egr.Direttore Sono un italiano che lavora all’estero per una societa’ di costruzioni italiana e precisamente nel deserto di uno stato della penisola araba .Faccio questa vita da 30 anni ed ormai conosco meglio questi luoghi che casa mia.Le condizioni climatiche attuali in questi mesi sono terribili con temperatura che oscilla tra I 48 /52 gradi di giorno con umidita’ al 80/90% che tradotto in parole povere significa un indice di calore effettivo di 60 gradi senza escludere le tempeste di sabbia. Nonostante cio’ il mio lavoro per la legislazione italiana vigente non e’ considerate disagiato .Tutto questo per un semplice motivo :il mio contratto e’ italiano e quindi sono considerate alla stregua di qualunque impiegato casa/ufficio che lavora in Italia. Nel 2000 il Baffetto Dalema varo’ una legge sopranominata “Legge Pavarotti” (il primo evasore riconosciuto) per colpire coloro che portavano la residenza all’estero per motivi fiscali .Da quel momento tutti noi lavoratori all’estero fummo considerati residenti fiscali in Italia a meno di non avere particolari requisiti(alcuni ridicoli) di nullatenza fra cui il principale non possedere gli affetti in Italia. La mia retribuzione e’ quindi tassata come se lavorassi in Italia.Le faccio presente che per lavorare in questi paesi e’ obbligatorio avere la residenza ed il visto di lavoro. Questa legge e’ una delle piu’ grandi porcate che siano mai state partorite.I successivi governi sia di DX che di Sn non hanno mai fatto nulla per cambiarla e rimaniamo sempre noi, poveri mortali, a pagare per chi veramente prende la residenza nei paradise fiscali per evadere le tasse. Il suo quotidiano via internet e’ il cordone ombelicale che lega me ed altri colleghi alle vicende Italiane.Stimiamo il suo modo di fare giornalismo e la esposizione diretta dei fatti . La riforma Fornero sulle pensioni ha rovinato la vita a molti di noi incluso il sottoscritto e le scrivo perche’ la storia personale che andro’ a narrare riguarda proprio me ma, probabilmente, anche molti altri nelle mie stesse condizioni. Io sono nato nel 1950 ed appartengo a quella schiera di lavoratori che avendo maturato i requisiti dei 35 anni di contributi al 31/12/2012 possono andare in pensione al compimento dei 64 anni di eta’ Nel novembre 2010 feci domanda di pensione tramite patronato e rigettata poi da INPS con lettera ufficiale poiche’ non raggiungevo le 1820 settimane di contributi. In tale lettera venivano elencati I miei contributi al 31/12/2010 ed ovvero 1728 settimane effettive e 50 di DS.Nelle 1728 settimane venne incluso anche il servizio prestato da marittimo. Su tale lettera e relativi conteggi INPS ho basato le mie scelte future in ambito lavorativo col risultato di continuare a lavorare per societa’ italiane in modo tale da avere i versamenti pensione. Nel Maggio di quest’ anno in occasione del rientro periodico in Italia mi sono recato al patronato per un controllo sulla mia situazione pensionistica. Dai conteggi effettuati sono scaturiti due risultati: 1)Conteggiando le sole settimane effettive alla data del 22 ottobre 2012 raggiungo i fatidici 35 anni di contributi alla data del 22 ottobre 2012 con un un totale a fine dicembre 2012 di 1832 settimane.Morale andrei in pensione il 1 luglio 2014. 2)Una volta raggiunti i 35 anni vengono pero’a sommarsi anche le settimane di DS portando il totale al 31/12/2012 a 1882 settimane.Inserendo questo dato nel software di calcolo e’ scaturito che potrei andare in pensione subito. La persona del patronato che ha in carico la mia pratica avendo dei dubbi ha ritenuto opportuno richiedere delucidazioni a INPS. La prima risposta di INPS e’ stata che doveva essere ricontrollato il servizio marittimo ma che la persona che aveva eseguito i conteggi era in ferie.Tutto cio’ mi e’ incomprensibile poiche’ i conteggi erano stati gia’ eseguiti in occasione della mia domanda di pensione. Al rientro dell’impiegato INPS dalle ferie il patronato fece un nuovo sollecito senza ottenere risposta. A tutt’oggi sono nelle medesime condizioni. Esasperato e impotente trovandomi a migliaia di km di distanza ho deciso di scrivere al Direttore della sede INPS di appartenenza con posta certificata ben tre email non ottenendo risposta. Ho deciso quindi di rientrare in Italia per recarmi di persona e richiedere il chiarimento. Due giorni fa’ ho chiamato il centralino INPS (numero dedicato) per chiedere un appuntamento con un funzionario .All’ incaricata del centralino spiegai la mia situazione e il particolare di essere un lavoratore all’estero.L’appuntamento mi fu fissato per il 12 agosto alle ore 9.00 Finalmente ho detto a me stesso potro’ concludere questa assurda telenovela. Ieri ho fatto il biglietto aereo con partenza il 10 agosto e rientro il 26. Oggi mi e’ pervenuto da INPS via email un avviso che cita:il suo appuntamento del 12 agosto e’ stato annullato e spostato al 3 settembre.Nessuna spegazione sul perche’ ma che posso pero’ immaginare..tutti al mare in ferie.Chiaramente non potro’ essere presente. Caro Direttore e’ questo il sistema Italia da cui molti vorrebbero scappare ed il cittadino rimane impotente di fronte a tutto cio’ .Le persone che lavorano in questi enti governativi sono intoccabili e decidono della vita delle persone fregandosene di tutte le conseguenze delle loro azioni. Sono esaperato ma anche molto arrabbiato poiche’ una risposta semplice ad un semplice quesito mi sta portando a fare delle scelte obbligate .Dovro’aspettare i comodi di qualcuno che si prendera’ la briga ,quando ne avra’ voglia , di rivedere la mia pratica ..nel frattempo saro’ costretto a rientrare al mio lavoro e alla vita di sacrifici quotidiani . Una cosa e’ sicura .Quando arrivera’ il fatidico giorno della pensione me ne andro’ da questo paese chiamato italia per non farne piu’ ritorno. Emigrero’in uno di quei paesi delle banane, ma civili ,dove si vive con poco e bene e dove soprattutto si e’ tutelati come persona e non alla stregua di oggetti. Mi auguro caldamente che Lei pubblichi questa mia lettera e non la lasci nel dimenticatoio affinche’ possa servire da esempio per tutti coloro che subiscono quotidianamente abusi da parte di uno sistema che non e’ uno stato ma semplicemente una dittatura truccata da Repubblica dove chi ha il potere puo’ fare del cittadino cio’ che vuole. Non chiedo a Lei un aiuto a risolvere il mio quesito ma se qualcuno ,ferrato nella riforma delle pensioni ,vollesse farlo avra’ tutta la mia riconoscenza. Grazie e Cordiali saluti Un Italiano All’estero

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