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DL Lavoro: La grande porcata.

Egregio Direttore, con rammarico devo prendere atto del silenzio dei partiti (anche di quelli all'opposizione) dei sindacati e dei media (tra cui il vostro giornale) sulle misure incentivanti l'occupazione previste dal Governo.Invero, la proposta governativa (elaborata dal Ministro Giovannini, lo stesso che - a capo dell'Istat - a suo tempo dichiarò l'impossibilità di calcolare la media europea delle indennità parlamentari), oltre ad avere un impatto per lo meno indeterminato dal punto di vista dello sviluppo economico é devastante dal punto di vista sociale. Favorendo l'occupazione degli under 29, si sancisce la definitiva fuoriuscita dal mercato del lavoro di chi ha più di quell'età (quale impresa assumerebbe più un 30enne?) Si tratta di over 29 finora impegnati in formazione, scolastica o meno, e che sono ancora alla ricerca della prima occupazione (non in nero) con la legittima aspettativa di mettere su famiglia. Si parla, magari, di 40enni con famiglia da mantenere e mutuo da pagare che, con tutto il loro bagaglio di esperienze, non hanno alcun futuro da offrire a se stessi ed ai loro cari. Di contro, gli under 29, in buona parte ancora studenti, lasceranno i loro impegni formativi pur di accaparrarsi un qualsiasi impiego, per lo più mal pagato, abortendo le competenze acquisite e rinunciando a quelle da acquisire, con ciò vanificando, nel contempo, i costi sostenuti dallo Stato per la loro istruzione.Il paradosso che si prospetta é quello che il 20enne si troverà a mantenere i genitori 40enni. D'altra parte, sulle scelte del Governo sicuramente avranno inciso i dati sulla disoccupazione. Ma qualcuno può spiegare perché l'Istat si ostina a considerare il campione 15-24 anni se l'obbligo scolastico é fino a 16? Per essere più pragmatici, quanti sono i giovani che per motivi di studio o altro, cercano un posto di lavoro prima dei 19/26 anni ? (l'età varia a seconda del percorso formativo intrapreso). Con questa manovra gli over 29/under 50 (anche per gli over 50 é stata prevista qualche seppur limitata agevolazione) saranno costretti a lavorare in nero tutta la vita, a rinunciare a formare una famiglia o (ed é questa l'ipotesi imperante) trasferirsi all'estero alla ricerca delle opportunità a loro negate dal proprio Paese. A tale ultimo proposito mi permetto di segnalare che prevedere incentivazioni per fasce di età é vietato in altri paesi UE (come UK e Irlanda, ad esempio) perché discriminante al pari dell'offerta di lavoro diretta ad un determinato sesso. Io penso che se un Ministro (e/o un Governo), non é in grado di valutare tutti gli effetti delle misure prospettate, dovrebbe avere il buon senso di "passare" (come al poker) e di dedicarsi ad altro anziché di produrre ulteriori danni pur di giustificare l'incarico ricevuto con misure che aggravano anziché lenire la situazione. E' proprio vero, al peggio non c'é mai fine.

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