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AGOSTO – ODORE DI CRISI POLITICA – SI RAFFORZANO LE LOBBY ANTIITALIA – RISORGE ANCHE LA FOLLE IDEA D

LEGGI Air Press nr. 29 – pg.1340 e seguenti Il presidente dell’ENAC autoproclamatasi, forse in chiave polemica, all’indomani della nomina parlamentare dell' AUTORITÀ DI REGOLAZIONE DEI TRASPORTI, “unica Autorità tecnica di regolazione e vigilanza del settore del Trasporto Aereo” , alla vigilia del suo pensionamento di cui pare non voglia sentir parlare, rilancia , il vecchio Piano degli Aeroporti Nazionali, elaborato in ENAC (basato sullo studio One Works, KPMG e Nomisma ), bocciando quel po’ di buono che aveva fatto il Governo Monti con l’atto di indirizzo del Ministro Passera. Piano che “mira ad una completa revisione del Piano Nazionale degli Aeroporti, nella cabina di regìa … cui partecipa con MIT e le Regioni che contestano il Piano Passera “. Il piano Passera prevedeva, in linea con gli orientamenti comunitari relativi alla costituzione di reti trans europee di trasporto (TEN-T), in armonia con una visione inter modale dei trasporti, la riduzione degli aeroporti nazionali da 47 a 31, il potenziamento di Fiumicino, facendo confluire le insane risorse previste per l’impossibile aeroporto di Viterbo, sullo scalo romano e l’azzeramento di Grazzanise. Nelle riunioni di Luglio la “Cabina di regìa” ha deciso di riproporre al Ministro Lupi una bozza revisionata del “Piano Aeroporti Nazionali” in linea con le indicazioni ENAC. Si ritorna a 42 aeroporti infischiandosene completamente delle indicazioni europee, della spending review, della perdurante crisi nazionale e del fatto – non secondario – che i 2/3 degli aeroporti italiani presentano un bilancio in profondo rosso. Avanti quindi con folli difese di campanile, quali quelle di Viterbo e Grazzanise, e di aeroporti semivuoti quali Parma, Forlì, Rimini, Foggia, Reggio Calabria e Bolzano. E poi se non c’è domanda di traffico dei vettori, basta pagare questi ultimi per avere la giustificazione di aver realizzato a suon di centinaia di milioni inutili aeroporti (vedi Comiso e l’offerta fatta a Ryanair). Si stenta a credere che rappresentanti locali che vivono realtà territoriali scalcinate (Calabria, Sicilia e, in parte anche l’Umbria) non avvertano la necessità di perseguire lo sviluppo economico attraverso un potenziamento ragionato della rete dei trasporti (stradale-ferroviario) prima di avventurarsi ad inimmaginabili sprechi in realizzazioni/potenziamento di aeroporti destinati a rappresentare un costante passivo per le casse regionali. Il limite dell’atto di indirizzo del Ministro Passera è stato forse quello che un piano degli aeroporti doveva essere inserito nel contesto di un PIANO NAZIONALE DEI TRASPORTI che il nostro Paese è più di trent’anni che attende venga fatto. Ed allora avanti con gli sprechi e con gli interessi particolari che nulla hanno a che vedere con gli interessi generali del Paese. Nulla sembra voler cambiare…il Gattopardo continua ad essere il simbolo di un Italia che da sempre l’idea di tutto voler cambiare senza poi cambiare niente. Se così sarà non c’è futuro…. Vive cordialità. Bruno Barra

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