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PERCHE' SI IGNORA LA DISOCCUPAZIONE ADULTA

Siamo un Paese in difficoltà, oramai è certo. Non per la crisi, non per le aziende che chiudono ogni giorno, non per la disoccupazione, no. Non solo almeno. Siamo in difficoltà perchè non si riesce a trovare la "giusta via". Abbiamo assistito a mesi di instabilità politica, durante i quali attendevamo tutti una svolta. Non solo non è arrivata, ma è stato riconfermato il vecchio ed il già noto. Letta (sostitutivo di Bersani), Berlusconi e persino Napolitano. Questo Governo che si pregia di FARE, sta sfracellando il già sfracellato vivere civile di questo Paese. In pochi mesi abbiamo sentito parlare di tutto di più. Abbiamo letto di un Ministro della Repubblica ITALIANA, difendere clandestini, legalizzando l'illegalità (un paradosso); abbiamo visto un condannato eccellente che in virtù di una scelta popolare ritiene di essere innocente vita natural durante (il voto degli italiani non è sinonimo di immunità. La democrazia è ANCHE questo, altrimenti i cittadini non eletti e condannati "ingiustamente" che alternative hanno?); abbiamo avuto un decreto "svuota carceri" che è decisamente più economico che costruirne di nuove, con incentivi alle aziende per assumere ex carcerati; abbiamo accolto attoniti una manovra incentivante l'occupazione giovanile che ha agevolato una minoranza dei famosi giovani (Dati ISTAT giugno 2013: titolo di studio su fascia di età 18-29 anni Licenza media 33,7%, Diploma 41%, Laurea 48%); continuiamo a sentire come un mantra di "disoccupazione giovanile" in percentuale allarmante, percentuali spaventosamente alte (48%, 52%, alcuni addirittura 58%), ma poi leggi sui rapporti ISTAT: Stato occupazionale dei giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni al 30/06/2013 (valori assoluti in migliaia): Totale 7.711 100% Occupato: 3.057 pari al 39,7% Disoccupato: 1.013 pari al 13,1% Studente: 2.320 pari al 30,1% Inattivo disponibile: 653 pari al 8,5 % Inattivo non dispon.: 667 pari all' 8,7 % Certo se ci infiliamo anche i giovani tra i 15 ed i 17 anni, le percentuali differiscono, ma possono davvero incidere notevolmente su questi dati, tanto da arrivare alle percentuali allarmanti così diffuse?! Questa incongruenza sarebbe irrilevante, se non si continuasse a IGNORARE sistematicamente la disoccupazione di chi ha più di 30 anni. Questo Governo ha ampliato e cementato una discriminazione già in atto, escludendo di fatto e negando qualsiasi incentivo a chi ha più di 30 anni. I contratti di apprendistato avevano già determinato di fatto l'esclusione degli over 30. Le offerte di lavoro sono sotto gli occhi di tutti: "max 30 anni" alcuni coraggiosi arrivano persino a 35 anni. Ma si fermano lì. E dove non indicato, si scopre DOPO che si è troppo vecchi a 40 anni. Ci sono milioni di disoccupati (oggi stimati tra i 35 ed i 65 anni disoccupati ed inattivi, oltre 3 milioni e 500 mila), che non hanno la CIG, non hanno sussidi, non hanno incentivi... ah no, ce li hanno gli over 50. Anche questa presentata come una novità, ma gli sgravi contributivi per gli over 50 c'erano già prima, persino prima della Fornero che ha riproposto riducendo il periodo di disoccupazione, e non hanno ottenuto grandi risultati. Uomini e donne con competenze ed esperienza che sono costretti a CANCELLARE esperienze lavorative qualificanti, pur di lavorare. Siamo all'assurdo. Concludo riportando un post pubblicato su facebook, uno tra tanti ci tengo a dire, come esempio di realtà sconosciute ed ignorate a cui questa Italia non ha intenzione di porre rimedio: "Dopo circa un mese di file in uffici e controuffici, mi telefona il tanto agognato ASSISTENTE SOCIALE per le persone disagiate e a rischio indigenza. Non sto a raccontare tutto il colloquio, vado subito al sodo: tra Settembre e Ottobre il mio caso verrà sottoposto ad una commissione che potrà deliberare, se lo ritiene giusto, un aiuto economico di ben, udite udite, 300 euro da recepirsi in 12 mesi. Quando ho fatto notare che nemmeno San Francesco ce l'avrebbe fatta a campare con 300 euro, mi ha risposto che non hanno il becco di un quattrino, non possono aiutarmi con l'alloggio perché quelli sono gestiti dal Comune, il lavoro, se lo trovo, è affar mio perché non esistono liste che mettano i disoccupati in evidenza a causa della loro situazione oggettiva (se ha qualche disabilità potrebbe aiutare... vabbè capisco che essere sani è male, ma mi devo tagliare una manina?), e poi sono davvero una sventatella, se mi drogassi potrei essere inserita nei lavori del SERT (metterò i soldi da parte per iniziare a farmi). Insomma, questa è la situazione. Ho chiesto all'assistente: "Ma se non avessi il modo di mangiare e dormire già da domani, il Comune, lo Stato che cosa farebbero?" Mi ha guardata e ha risposto: "Le avrei dato la lista dei dormitori". Giuro che era imbarazzato. Io mi sono chiesta quanto prende al mese per dire alla gente che non ha diritto a nulla e distribuire fotocopie." I.P. Uno Stato equo dovrebbe assicurare l'emanazione di leggi e misure atte a ridurre il gap tra cittadini. Non dovrebbero esistere cittadini di serie A, B o C, come non dovrebbero esistere DISOCCUPATI di serie A, B o C. In Italia invece esistono queste differenze e le misure dell'attuale Governo le stanno ampliando in modo esasperante. Così noi disoccupati maturi abbiamo pensato di unirci per URLARE la nostra situazione attraverso una petizione on-line che cresce giorno per giorno, perchè essere disoccupati non è solo una situazione oggettiva, è anche una condizione psicologica difficile da superare specie dopo mesi e mesi di inattività, specie a 40 anni come a 50. Un modo per dire che CI SIAMO, CHE ESISTIAMO e che se siamo disoccupati NON E' COLPA NOSTRA, ma di chi ci sta negando anche solo la POSSIBILITA' di reinserirci nel mondo del lavoro. Distinti saluti

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