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DL LAVORO: CARI OVER 29

Cari giovani over 29, il governo ha ormai decretato il vostro ingresso nel limbo della società civile. Siete solo degli zombie divenuti tali prima di giungere a morte o, se volete, dei walking dead (morti che camminano). I Grandi Pensatori del governo, Letta e Giovannini, hanno spazzato via, in un sol colpo, un’intera generazione; quella ricompresa tra i 29 più 1 giorno e i 50 meno 1 giorno di età. Per questi giovani-vecchi, i Luminari non hanno previsto alcun incentivo all’occupazione né reddito di cittadinanza. Per la società “civile”, cari ragazzi, semplicemente non esistete. Magari avete studiato per anni, inseguendo la chimera dell’istruzione tanto incoraggiata dallo stesso “Stato”, o siete stati bravi impiegati o operai delle migliaia di imprese finite nel baratro di una crisi verso cui l’Italia ha dimostrato tutta la vulnerabilità, frutto di trent’anni di governo dell’economia caratterizzato da incapacità di elaborare accorte politiche di sviluppo, il tutto con il placet dei sindacati, impegnati a super proteggere sé stessi salvaguardando, oltre ogni ragionevole limite, i lavoratori occupati ed i loro privilegi (anche quelli dediti solo a percepire lo stipendio) a discapito dei disoccupati e dei precari. Eppure, qualunque sia il sistema politico-economico , la generazione “dimenticata” dallo Stato italiano è proprio quella che funge da vero e proprio volano dell’economia. A 30 anni di solito ci si impiega (va), si mette(va) su casa e magari la si compra(va), si acquista(va) l’auto, poi i figli, e, se si può (poteva), ci si concede(va) qualche serata in pizzeria o una breve vacanza. Tutti questi comportamenti (che traducono le normali aspettative di un cittadino normale in un Paese normale) generano, dal punto di vista economico, un eccezionale effetto moltiplicatore della spesa. Invece, gli Illuminati che fanno ? Riservano le loro attenzioni (anche indotte dai fuorvianti dati Istat) agli under 29, da loro considerati la classe strategicamente più meritevole del sollievo dalla disoccupazione. Senza voler intraprendere una guerra tra poveri, il pragmatismo e la logica mi spingono a ritenere che la fascia anagrafica beneficiaria degli incentivi all’occupazione è proprio quella che dovrebbe essere posta, in termini di urgenza di interventi, in ordine successivo a quello della generazione esclusa dai Dotti. Premesso che l’Istat dovrebbe spiegare, prima o poi, perché si ostina a considerare lo scaglione di disoccupazione 15-24 se l’obbligo scolastico vige fino al sedicesimo anno di età, lo stato di disoccupazione di tali giovani, come rilevato, non riflette la realtà. Secondo il normale iter formativo (tralasciando i non molti studenti che si accontentano di acquisire la qualifica professionale triennale) una persona si diploma intorno ai 19 anni e si laurea, mediamente, non prima dei 22/23 (laurea triennale) o dei 24/25 anni (laurea specialistica). Poi, magari, si spende ancora un po’ di tempo per master o altre specializzazioni o soggiorni all’estero per imparare le lingue. Se tale è la situazione reale, l’incentivo previsto a favore degli under 29 altro non produrrebbe che il precoce aborto formativo da parte di questi giovani, vanificando anni di studio e le competenze acquisite e da acquisire, ammaliati dalla sirena di un posto di lavoro qualsiasi e magari mal pagato. L’effetto è il paradosso che disoccupati resterebbero quelli con un maggiore grado formativo (avendo compiuti tutto il ciclo di studio) o con maggiori competenze professionali (nel caso di lavoratori licenziati per crisi dalle imprese). Per gli over 29, un seppur modesto stipendio è vitale e da esso dipenderebbe il loro futuro e quello dei propri cari, senza contare che sono proprio quelli che hanno patito le conseguenze di una più prolungata disoccupazione. I Saggi hanno detto che prevedere una più estesa platea di beneficiari sarebbe stata impossibile per mancata copertura di spesa. Ma, a parità di finanziamento, le misure incentivanti non potevano essere generalizzate fino ad esaurimento dei fondi stanziati ? Anzi, in tal modo le imprese sarebbero state stimolate ad assumere in fretta proprio per poter rientrare nei benefici di legge. Tutto questo, senza contare che discriminare le agevolazioni per fasce di età è altamente antisociale e vietato in quasi tutta l’UE (cito, ad esempio, l' UK e l’Irlanda). Ma tant’é. Cari over 29, lasciate senza rimpianti questo Paese che non può darvi futuro. Questo è il Paese dei morti che camminano per colpa degli incompetenti che comandano.

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