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Piccola critica

Carissimo direttore, non ho mai letto il suo giornale prima di questo pomeriggio, perché mi sono sempre buttata sul sito di Repubblica, che è semplicemente il più letto tra i miei coetanei. Ma dato che entrare nel merito delle questioni politiche contemporanee non è cosa facile per una ventenne, ultimamente cerco sempre di "sentire le due campane" e per questo mi informavo leggendo anche Il giornale. Ma oggi ho deciso di allargare i miei orizzonti e leggere anche Libero quotidiano. Sono rimasta esterrefatta dalla bassissima qualità degli articoli presenti nel sito e dalle bugie raccontate in una sola pagina web. Il presunto video del bus che cade dal viadotto non è altro che un video del viadotto brillato qualche anno fa. Il titolo dell'articolo sulla morte delle 6 vite umane è fuorviante, uno specchio per le allodole per i razzisti italiani. L'imam di Catania ha fatto una preghiera, con un tono quasi cristiano, alla povera gente che viene in Italia in cerca di fortuna. Ha pregato di non mettere a rischio la propria vita per venire a stare in un paese di merda come il nostro. Il paese che io amo e da cui voglio andar via perché ci siete voi: ignoranti, razzisti, presuntuosi.. ITALIANI. Ciliegina sulla torta è stato l'articolo sul seno di Mara Venier, e quello sui rubini della Pascale, e quello su Mughini che dice di essere orgoglioso di essere un evasore. Morale della favola: ho capito quello che sta succedendo. Vivo in un paese di merda, in cui la legge non è uguale per tutti, in cui si difende l'indifendibile, in cui la macchina del fango non si fermerà mai. Vivo in un paese in cui per fare il giornalista devi essere spietato, schifosamente e tristemente feroce. Sono schifata e mi viene da piangere. Lei rappresenta il suo giornale, si vergogni. Michela, 25 anni

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