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Abbiamo criticato la prima repubblica (seconda Parte)

Morte del Diritto sinonimo di “femminicidio” Da oggi non c'è più uno Stato di Diritto né più alcun diritto per i cittadini. La decisione, psicopatica e trasversalmente condivisa, di definire il reato di femminicidio equivale alla liquidazione di ogni residuo di equità giuridica. Posto che l'omicidio prevede pene che giungono fino all'ergastolo, determinato che i giudici, in Italia hanno un potere discrezionale quando in nessun'altra parte del mondo, la definizione stessa di “femminicidio” non ha alcun effetto concreto, visto che più dell'ergastolo a un assassino non si può dare. Non ha alcun effetto se non quello di stabilire che da oggi non esistono più cittadini ma categorie, “ di genere” . Come del resto non si è risparmiato dal chiarire lo stesso numero due dell'esecutivo, il segretario del pdl. Insomma si è maschi, femmine, gay, trans e come tali si ha uno status civile, non come cittadini o come italiani. La legge contro l'omofobia ha un significato inverso e capovolto rispetto al suo enunciato: serve infatti a vietare qualsiasi espressione di pensiero perfino dubitativa riguardo la “rivoluzione di genere” che ci hanno imposto dagli USA. Se così non si fa che confermare l'esistenza di una stratificazione piramidale dei diritti dei sudditi in cui la categoria più svantaggiata è quella dei maschi, bianchi, eterosessuali e si determina al tempo stesso una rivoluzione giuridica, che segna la fine del concetto di Nazione, di famiglia e di comunità, facendo sparire del tutto il: siamo tutti uguali di fronte alla legge. Domenica 11 ottobre il capo del governo Enrico Letta in Azerbaijan, ha mandato un segnale forte “un ricatto” “se il Governo cade, si paga l'IMU”. Non sapendo che pesci prendere e non sapendo da che parte girarsi, non sapendo cosa fare, ma nel contempo amando la poltrona, una poltrona che non scotta ma di pelle umana, giungano le sparate. Ha messo a frutto la dischiarazione di alcuni giorni fa del segretario Epifani - Letta non farti ricattare. Abbiamo dei simpatici governanti. Giampiero Montecucco

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