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La città di palermo come una discarica

E' di nuovo emergenza rifiuti a Palermo: strade trasformate in discariche, montagne di sacchetti di spazzatura che non ce la fanno a stare dentro i cassonetti, contenitori bruciati e maleodoranti. E, come ogni estate, cominciano a fare capolino anche i topi. Ieri tra le zone della città più colpite c'erano via Nuova, un tratto di viale Strasburgo, via Galilei e via del Vespro, a due passi dai grandi ospedali Civico e Policlinico. Un'emergenza che si spiega con i numeri: lunedì mattina per pulire la città nel turno che inizia alle 5 del mattino, hanno lavorato solo 30 autocompattatori, chiamati a coprire trentotto itinerari. Otto squadre, prive di mezzi, sono rimaste in azienda, con altrettanto itinerari rimastis coperti. E' rimasta lettera morta, infatti, quando ormai il fallimento dell'Amia era alle porte, l'acquisto di dieci nuove spazzatrici. Le ultime rimaste sono tutte da rottamare. Ai compattatori in servizio si sono aggiunti sei "Gruppi pale" (una pala e due autocarri) che si sforzano di recuperare i sacchetti buttati attorno ai cassonetti. Alla raccolta manuale dei rifiuti sono stati richiamati anche quaranta spazzini che da giorni hanno abbandonato le loro scope: la classica coperta corta, rinforzando la raccolta dei rifiuti per strada nessuno spazza più le strade. E adesso ci si mettono anche i danni: se i cassonetti riescono a resistere al fuoco, dai 9 mial contenitori della città sono sparite 2 mila ruote, mentre buona parte dei circa 5 mila cestini portarifiuti è stata danneggiato dal peso di cartacce e bottiglie. E i conti? La Rap continua a perdere un milione al mese e a settembre dovrà avviare una trattiva con i sindacati che promettono: "Nessun risanamento sulla pelle dei dipendenti"

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