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Lettera a Silvio Berlusconi

Da cittadina, definita italiana ma nn piú fiera di esserlo, mi chiedo come possa una nazione rimanere appesa alle sorti legali di un Leader politico. Seppur, in questo caso, trattasi del Cavaliere per eccellenza, del Silvio Berlusconi che puó e ha potuto tutto negli anni, non si puó e non si dovrebbe minimamente pensare di poter cancellare una condanna, svuotare la legge per renderla sempre piú ad personam. Siamo giunti allo sbando dell'etica e di qualsivoglia concetto morale. Il premier Berlusconi, plurieletto e pluricandidato, alla veneranda età di 76 anni, dopo una vita vissuta a 100000000, dovrebbe avere il buon senso di ritirarsi a vita privata, con la giovane Pascale o chi per lei, e passare il testimonio. Ovviamente non tra i non geni del suo partito. La Santanché ne ha dette di cotte e di crude ma ogni tanto ci azzecca. Ed ecco che anche dietro qualche specchio rotto è riusciuta a vedere la pochezza e mediocrità del gruppo a cui appartiene. Nessun possibile leader. Nessuno. E allora essendo Berlusconi: l'unica maestà, l'unico mediatore comunicativo in grado di smuovere le masse a prescindere dai contenuti e dalle veridicità propinate, dovrebbe, lui stesso, da grande Leader a consentire la rifondazione di ideali permettendo l'attivismo di volti e persone nuove. Nuova destra, nuova di zecca e non riciclo.Dovrebbe, in primis, allontanare tutte le sanguisughe e i suoi fedelissimi e ipocriti soldatini che lo circondano. Dovrebbe contribuire sí a sciogliere la farsa di questo governo delle grandi e ridicole alleanze ma non per raggiungere un fine sempre e solo personale. Dovrebbe dopo un trentennio desiderare la catarsi della nazione e l'uscita da questo immobilismo. Dovrebbe promulgare, facendo 10000passi indietro, la purificazione della politica e non confermare la meschina corruttela di questa. Dovrebbe agevolare il cammino di questa nazione anche senza essere Premier di nessuno. Dovrebbe capire che gli Italiani non sono piú in grado di caricarsi il peso delle sue battaglie personali. Sono finiti gli anni d'oro e degli sperperi. Questi hanno lasciato il passo alla fame, alla cassaintegrazione, agli esodati, ai suicidi, all'assenza di occupazione e di nuovi orizzonti economico-sociali. Carissimo Cavaliere sfrutti il suo potere, sí, ma per dare davvero una svolta decisiva a questa Italia! Questo dovrebbero consigliarLe i suoi azzeccagarbugli e ipocriti fiducianti!

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