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Spread e calcoli errati sugli effetti economici

Spread e calcoli errati sugli effetti economici La circostanza della diminuzione dello spread di questo periodo (circa 247 punti di interesse in più rispetto ai Bund tedesch, ossia il 2,47% in più rispetto a detti titoli esterii), fa rinascere il balletto di cifre che due anni fa è stato sollevato, spesso a sproposito. Leggo oggi che la Banca d’ Italia avrebbe stimato l’ effetto della diminuzione di 100 punti dello spread , determinerebbe sul bilancio italiano un risparmio di 9 Miliardi il primo anno. 19 miliardi il secondo e così via. Ancora una volta credo si stiano propagandando illusioni, spero in buona fede, soprattutto da un organo tecnico come la Banca d’Italia. Difatti qualunque diminuzione dello spread, per la sua stessa definizione, creerebbe differenze solo rispetto al costo pagato dai tedeschi, ma non necessariamente avrebbe un effetto di minor costo equivalente sui conti dello Stato. Basta riflettere che oggi, con spread 247 , i rendimenti dei BTP decennali italiani ( ossia il costo degli interessi pagati dall’ Italia , è circa il 4,2%,mentre il costo dei Bund tedeschi è l’ 1,7%). Tradotto in soldi, se il costo degli interessi diminuisse dell’ 1% (cioè 100 punti di spread se i Bund rimangono costanti), il primo anno, se il Tesoro rinnovasse 400 Miliardi di titoli , l’ 1% significherebbe una diminuzione di 4 Miliardi (ammesso che gli interessi sui buoni decennali si muova come quello dei buoni di minore o maggiore scadenza, cosa non sempre vera,e non i 9 Miliardi che sembra siano stati divulgati da Banca d’ Italia ( TG1 della sera di oggi 13 Agosto). Il risparmio in effetti potrebbe essere minore, se i Bund tedeschi aumentassero il loro rendimento, a parità di spread, come oggi sta accadendo ( i Bund oggi all’1,7%, cioè almeno 1% in più rispetto a due anni fa, quando i rendimenti bassissimi dei titoli tedeschi aumentavano lo spread, senza effetti economici per l’ Italia). I giornali oggi, enfatizzano che lo spread è tornato oggi in Italia ai livelli di Luglio 2011, come se il fatto in se costituisse automaticamente un miglioramento, ma dimenticando che l’ interesse effettivo sui BTP decennali di Giugno 2011, era pari al 4,9% ( a Luglio 2011 era salito al 4,9%) , con uno spread di 214 ,e oggi è pari a 4,2%,con uno spread di 247 , e pertanto, se applicato a 400 Miliardi, il risparmio, usando i veri tassi di interesse, diventa effettivamente 2,8 Miliardi ( applicando 0,7% di delta interessi, , lo spread aumentato indicherebbe un aggravio di costi e non un risparmio. In conclusione , ragionare in termini di spread è errato, se si perde di vista l’ interesse effettivo. E’ ancora più sbagliato diffondere cifre errate sugli effetti economici dello spread, che non possono essere calcolati se non si parte dall’ interesse effettivo, da applicare non all’ intero debito di 2070 Miliardi, ma solo alla quota in rinnovo anno per anno ( circa 400 Miliardi). Luigi Lavorgna, Roma

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