Cerca

La ricerca della felicità

Caro Direttore: Fin dai primi istanti della nostra vita ci affaccendiamo per rendere più gradevole la nostra esistenza. Già da bambini se abbiamo un giocattolo dopo un po' ne vogliamo uno più bello. Col passare degli anni ci illudiamo di non essere più bambini, ma la ricerca della felicità è sempre lì in agguato a tentarci. Così, la tua automobile tanto bella ora non ti piace più perché è uscito il modello nuovo e migliorato. La tua casa che amavi tanto, rispetto a quella del vicino ora non vale più niente e così via. Insomma, l'insaziabile ricerca del "meglio" alla fine ti rovina l'esistenza. Anche chi è ricchissimo e può permettersi le cose migliori non è soddisfatto. Facciamo un esempio: Un riccone ordina caviale, ostriche e Champagne, si abbuffa ma non è contento perché con tutti i suoi quattrini potrebbe abbuffarsi di nuovo, ma siccome possiede uno stomaco solo questo non è possibile. Lo stesso riccone vorrebbe assistere ad una partita di calcio a Roma, ma anche ad un concerto a Vienna ed avere un incontro galante a Parigi, tutto nello stesso orario. Anche questo non è possibile per chi non ha il dono dell'ubiquità e la cosa lo fa arrabbiare tanto che gli prende una sincope e muore sincopato. In fondo la soluzione ce la da Sant'Agostino: " La felicità è desiderare quello che si ha ", Bertoldo direbbe: " chi si contenta gode ", ma noi uomini e donne del pianeta Terra, salvo rare eccezioni, di ciò che abbiamo non siamo e non saremo mai contenti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog