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IL RINNOVO DELLA POLITICA

Penso che la politica, tutta, e per tutta intendo nazionale e locale debba tornare ad essere "popolare", con tutto il valore che il termine si porta dietro. Non è facile, siamo tutti dentro un grande frullatore che macina fatti e idee, una confusione estenuante di parole, fiumi di parole, che sembrano essere sull'orlo di perdere in maniera irreversibile il loro significato: governo, futuro, speranze, lavoro, denaro. Una politica seria, a mio avviso, parte dal popolo, perchè sarebbe quella che ha il coraggio di dire e fare qualcosa sulla disoccupazione per esempio, sul fatto che le banche non investono più nel sistema produttivo, sulla politica che è divenuta "ostaggio" di sè stessa, al punto da formare un governo dopo 100 giorni, perdendo tempo e denaro, quando si sapeva benissimo che non avrebbe concluso quasi niente, perchè lo capisce pure uno sprovveduto che siamo ancora in campagna elettorale con la storia dell' IMU e dell' IVA! La politica, quando è "popolare" non è certo populista, nel senso che non si fa guidare da "facebook" o da "twitter", non insegue l'opinione pubblica sui "talk-show", ma preferisce fare proposte concrete, innovative e trovare soluzioni, di qualità piuttosto che dare voce solo alle proteste. Una politica che nasce dal popolo cosa fa? Studia, si prepara, si pone obiettivi alti e valuta senza preconcetti. Pertanto BASTA a continuare a rincorrere "sfide" dell'oggi con modalità, schemi, riti e linguaggi del passato; deve esistere un nuovo modo di relazionarsi di chi, eletto, con il suo territorio e con la sua comunità, sappia fare il buon "Padre di Famiglia", il buon Anministratore. Una vera politica è quella che sceglie, concreta, che guarda al futuro e non all'immediato consenso elettorale; una vera politica deve ritornare a fare battere il cuore alla gente, per cui i politici devono tornare a faticare, a lottare per i valori in cui credono! Purtroppo, oggi, gli attuali partiti, TUTTI, sono poco propensi a rinnovarsi nel vero senso della parola ed a proporre una classe dirigente nuova, ma soprattutto preparata! Cosa dovrebbe concretizzarsi nella sostanza? a) Riduzione immediata del costo del lavoro; b) Eliminazione degli sprechi e delle inefficienze; c) Maggiore attenzione a chi resta indietro; d) Recupero del senso di appartenenza, di comunità, di solidarietà. Io ritengo che si possano pretendere e porre in atto segnali forti a tutto campo, dove è necessario procedere per prima cosa ad individuare quelle che sono sempre state le spese inutili, al fine di poterle destinarle a settori che necessitano un ripianamento totale dell' impianto burocratco - amministrativo che, di fatto, continu a a non fare funzionare la "Macchina Stato", quali, la Giustizia, la Sanità, le Infratrutture, la Viabilità-Trasporti, la Previdenza, la Mobilitazione, con i suoi cosiddetti "ammortizzatori sociali..."ecc. Ma ciò che fa la differenza di chi vuole assumersi l'onere di essere un buon Amministratore è l'atteggiamento. Sì, proprio questo. Vedo spesso, direi sempre, che da anni, tanti, chi fa politica si crede di sentirsi tre gradini virtuali più in alto di chi non la fa, per cui, praticamente, nei confronti di tutti!! Riesce sempre difficile un confronto diretto, sia che si tratti dello scrivere, adesso rapido, perchè c'è internet e sia, quando capita, a voce. Costoro, quasi la totalità, si sentono tutti dei "semi-Dio", "sanno tutto" e proprio perchè si credono di sapere tutto, ti evitano e se proprio arriva il momento che il "malcapitato" popolano si trova ad interloquire con uno di questi individui, osservate la scena: sguardo altezzoso, stanco, occhi che guardano bassi da una parte, distrazione totale, sbadiglio in faccia, rologio al polso costantemente puntanto: "peccato, il tempo è scaduto mio caro signore"... "va bene, vedremo ciò che si potrà fare... la ringrazio del suo intervento, è stato molto gentile"...saluti, arrivederci e grazie...! Ma secondo voi è così che si devono comportare questi "signori virgulti" della politica? Io penso proprio di no! E purtroppo invece ce n'è proprio per tutti, perchè, io almeno, non ne risparmio nessuno, dico nessuno, nemmeno quelli che sono a vitalizio o lo attendono, perchè ammantati da una boria indicibile ed intollerabile, la stessa non può che fare un gran danno a tutto un sistema, che il sistema, altro non è che lo Stato, intendiamoci! Lo ricordo sempre! E così, potremo scrivere e parlare all' infinito, ma po i ci si stanca. Sarebbe solo interessante sapere quando, a tirarla questa corda, quando si spezza cosa succede...!!! Altro che Fascismo....! C'è proprio tutto da rifare, tutto... Monselice, 16/08/2013 Adalberto de'Bartolomeis

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