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cigs mal gestite

Vorrei parlare di .. donna, over 50, cassintegrata e... discriminata! Si, perché la storia che vi racconto non può essere definita diversamente: si tratta di discriminazione in un contesto di lavoro “malato” che purtroppo è sempre più ricorrente in questa stagione di crisi italiana. vi lascio qui sotto la storia : una testimonianza che vorrei leggessero attentamente i rappresentanti delle nostre Istituzioni quando decidono su quali ammortizzatori sociali dare e a come investirli. quanti danni può fare una cassa integrazione gestita male? “..cassa integrata a zero ore da 6 mesi . Sono una over 50 (52 anni esattamente) nubile, non ho figli, non sono sposata ma convivo con mia madre pensionata di 75. Ci siamo riunite dopo 30 anni di distacco giusto per ridurre costi e unire le forze. Nonostante l’oscurità sia pesante io ho sempre lottato e guadagnato un lavoro con la fortuna di poter sempre esprimere passione e tenacia. Lo scorso febbraio ho appreso che l'azienda per cui lavoro dal 2011 , aveva ottenuto la cigs e che si sarebbe attivata da marzo 2013 a marzo 2014 per tutti noi lavoratori (oltre 500 ). Qualche giorno dopo, tramite i colleghi superiori, mi comunicavano, a porte chiuse, che avrei dovuto restare a casa per l'intero periodo della cassa integrazione in quanto sospesa a zero ore e perche non piu' utile . Contemporaneamente mi invitavano a parlare con la direzione del personale , disponibile a gestire la “situazione personale” e che quindi vi era disponibilità ad un incentivo al licenziamento. Purtroppo sono ben lontana dalla pensione, ho sempre lavorato con contratti a tempo indeterminato e ho utilizzato ammortizzatori solo nel 2006 e nel 2009 per una manciata di mesi, quindi posso ritenermi fortunata dato che dove ho determinato ho sempre raggiunto e ho sempre quindi mantenuto un impiego, essendo sola, come si dice, necessita fa virtù. Medesimo “suggerimento”, e cioè di aprire il dialogo con l'ufficio del personale, mi fu dato dal sindacalista della Cgil il quale assieme alla Regione e al sindacalista della Cisl aveva vidimato l'accordo di cigs con l’azienda. Si disse disponibile anche ad affiancarmi nella trattativa con il direttore del personale e con il titolare. Il colloquio ci fu infatti con la direzione del personale ma ciò avvenne solo dopo il decesso del titolare .Da allora la gestione dell'azienda passò ai figli e da allora il mio caso è rimasto immobilizzato o meglio lasciato in balia dell cigs a zero ore. Subentrato il giovane imprenditore all'anziano quest'ultimo da mesirimanda il dialogo seppure abbia espressamente manifestato al mio Legale di non volermi nella sua azienda (fui assunta dal padre circa tre anni fa e da mesi sta chiedendo che mi licenzi). Non ha nessuna buona intenzione e la sua decisione è quella di tenermi fuori dalla sua azienda e mi invita a godermi l'indennizzo che percepisco dall'Inps o L'intera azienda sta lavorando a orari ridotti e ciò significa per tutti i lavoratori una riduzione in busta paga di circa un 25%. Alla sottoscritta arriva un sussidio di circa 800 euro inferiore ad una ASPI e che vale 1/3 di quanto già guadagnassi almeno 15 anni fa (questa è la mia retribuzione, rimasta ferma, dal 2005). Consapevole di avere un'età difficile tre anni fa accettai l'assunzione (mi cercarono loro) ad un livello più basso uno stipendio più basso pur continuando ad impegnarmi al 101 x100 ed essendo convinta che di cose ce ne sarebbero state tante da fare per quell’azienda e che ho infatti realizzato, nonostante i tanti ostacoli, inganni e meschinità sul percorso da parte di chi temeva prendessi troppo spazio o facessi ombra a chi c’era già prima di me. Le figure interne hanno accumulato decenni di storia e le nuove assunzioni corrono sempre dei gravi rischi in italia. quindi non ho avuto vita facile ma di cose ne ho fatte ecccome .ad ogni modo lo shock di apprendere di non essere voluta mi ha causato un serio black out e il pensiero si è attorcigliato su sé stesso per mesi. Le attività che svolgevo erano cosi tante che anzi la sensazione era quella che le cose stessero migliorando a poco a poco e che avrei comunque sempre dovuto dare il massimo . Ma ciò era evidentemente una trappola calcolata. Ho costantemente ricercato nel mio passato le gravi colpe che mi costringono a tale discriminazione ed esplicita repulsione. E' molto probabile che sia la sola a subire la condizione di una cigs a zero ore e se oggi si parla tanto di outplacement e di diritto reale al lavoro, per gli over 50, come accadono ancora similicose ? In ragione di fatti così pesanti mi sembra che , giustappunto, i sindacati si siano mobilitati per tentare di semplificare i licenziamenti in simili casi, se non sbaglio. Cio’ nonostante si aggirano le leggi e il libero arbitrio rimane al datore di lavoro che senza vigilanza e scrupolo decide di agire in forza del fatto che la stessa Regione e il Ministero del lavoro hanno vidimato crisi e lo hanno autorizzato a procedere a mettere in strada i lavoratori più debolio scomodi . Piuttosto di ammettere di avere altri programmi e quindi di preferire persone giovani in squadra o chi c’era prima di me o chi e’ di famiglia - tutto davvero legittimo – per carità- ma perché non ammettere di aver sbagliato ad assumermi? Il fatto che chi mi abbia assunto non ci sia più può autorizzare un tale comportamento al figlio?Per una donna che si mantiene con dignità, paga un mutuo elevato (pari all’indennizzo Inps ) ma proporzionato al tenore di vita conquistato lavorando da i suoi 18 anni senza sosta .. Ho pagato 30 anni di contributi ricchi all'Inps e non è forse un diritto pretendere di uscire da una azienda come questa a cui ho dato solo tre anni di lavoro ( ho sempre mantenuto nel limite del possibile rapporti di lavoro medio –lunghi anche in considerazione del ruolo ricoperto ) con tutte le carte in regola? Perché dovrei licenziarmi? Perché non pretendere un licenziamento per giustificato motivo oggettivo? Perché dovrei perdere il diritto alla disoccupazione, i potenziali sgravi fiscali per una nuova assunzione (auspicando che arrivi) . Invece di parlare di outplacement e di stingere la mano e lasciarci senza remore... questa azienda mi sta dissanguando o meglio si può dire che mi stia mobbizzando pur tenendomi fuori ma a tutti gli effetti ancora attaccata. […]Ora vengo al dunque riguardo ai Sindacati: scopro che l’ accordo sindacale non stabilisce alcun piano di risanamento per questa azienda e che non esiste nessuna black list di nomi di futuri licenziati. E ce ne sono eccome in esubero e di persone scomode la dentro ! Scopro i contenuti dell'accordo perché tento di avere sospeso il mutuo ( che non ottengo ..perche ‘ la cigs non e’ prevista in polizza) e cosi posso leggere che all'interno di questa documentazione, fornitami da uno dei due sindacalisti che hanno vidimato questo film dell’ orrore, non si trova alcuna lista di persone da gestire con licenziamento o da mettere in mobilità. [...] Da cio’ si capisce che l’azienda ha la libertà di scegliere chi dentro chi fuori .. e il non rispettare la rotazione in modo equo su tutti i lavoratori significa che sta facendo lavorare tutti al - 25 x 100 tranne pochi reietti o forse solo la sottoscritta . Quindi c'è da chiedersi il perché di tale mattanza vidimata dai sindacati , consapevoli del rischio che potenzialmente possono correre in tanti o anche tutti i lavoratori. O forse uno solo ? [...] Di me, dopo quasi 6 mesi mi è stato detto, dagli stessi sindacati di cui sopra , che non ne sapevano nulla, anzi non sarebbero nemmeno tenuti a saperlo (eppure ho pagato il tesseramento alla Cisl per anni). Io sono residente in una città che dista dal luogo di lavoro più di 60 km e già da tre anni ho subito disagi nella qualità della vita e al mio portafoglio. Ora e' facile immaginare come mi trovo ma la cosa più deprimente è stare nel limbo di una cigs di cui la gente nemmeno ne conosce tecnicamente i contenuti : un indennizzo inferiore ad una disoccupazione? Non vengo classificata dal Centro per l'Impiego della mia provincia perché di fatto lavoro fuori Regione e sono ancora impiegata da quella azienda, non posso qualificarmi ed aderire a corsi di formazione finanziati dalla Regione perché il datore di lavoro non appartiene alla mia Regione e quindi non ho i requisiti per l’ammissione. Non vengo esentata dal ticket sanitario perche la Regione Veneo non ha il mod E13 come invece esiste in altre regioni . Non mi viene sospeso il mutuo dalla Banca ne’ l’assicurazione Allianz sul mutuo riconosce il sinistro ( se fossi disoccupata per licenziamento … o perdita di lavoro per cause involontarie ..si invece ) Sto accumulando e perdendo del tempo prezioso e la mia condizione economica precaria e cosi sospesa aggrava una potenziale ( se fosse possibile ) nuova occupazione in un’altra qualsiasi azienda ; non sono appetibile per essere assunta perché over 50, perché non disoccupata, non sono senza lavoro, ma a tutti gli effetti non ho più un lavoro. Ditemi: è realmente possibile fermare queste crudezze ?Nel frattempo l'azienda promuove iniziative a favore di donne e maternita' (progetto No. ma.le ... )le a sostegno di diritti delle famiglie e delle donne .. per continuare a valorizzare le “risorse interne “ e migliorare le performance aziendali.. quando la sottoscritta per la sua famiglia sta facendo debiti in giro ..

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