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Che fai tu luna in ciel se neanche Silvio ti guarda?

Che fai tu luna in ciel se non ti guarda neanche Silvio? Nei giorni scorsi il Direttore De Tomaso pubblicò un editoriale sul rapporto tra politica e giustizia , dove sostanzialmente invitava a non calcare troppo il dito sulle polemiche attuali ma indicava la luna, ovvero le sorti della nostra democrazia futura. Lo stesso Berlusconi, se smettesse di guardare al dito dei suoi interessi contingenti e guardasse invece alla luna di una saggia e profonda riforma della giustizia, dovrebbe, se convinto della sua innocenza, rifuggire da ogni domanda di grazia, che lo renderebbe un cavaliere dimezzato, accettare di essere di essere destinato ai servizi sociali, magari un centro sociale dove, in capo ad un anno, i barbuti frequentatori prenderebbero tutti la tessera di Forza Italia, abbandonare spontaneamente ogni incarico istituzionale e dirigere il partito dall’esterno, magari con il suo nome nel simbolo, tanto non esiste ancora il reato di apologia del berlusconismo. E’, in fondo, il consiglio di D’Alema, a testimonianza che le vie del paradiso sono lastricate di cattive intenzioni. Sarebbe il convitato di pietra che incute timore e ci risparmierebbe l’avvilente spettacolo dell’andirivieni dei legnaioli in cerca del loro fascio intorno alla quercia caduta.

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