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La casta continua a non interessarsi dei problemi del Paese

Egregio Direttore, il continuo teatrino della politica , a cui si sono subito aggregati anche quelli del movimento 5 stelle, mi sta disgustando. Per i nostri parlamentari, eletti da, ormai, una minoranza di cittadini aventi diritto al voto, i problemi dell’Italia sono qualcosa da mettere in secondo piano. Più importante e prioritario appare la soluzione dei problemi personali dell’Onorevole Berlusconi, che ormai intasano l’interesse di quasi tutti gli organi di informazione, lavorare per la stesura di una nuova legge elettorale, preoccuparsi delle prossime elezioni nazionali ed europee nella speranza di guadagnare qualche zero virgola di voti in più a danno dell’avversario politico. La riduzione del debito pubblico e della spesa incontrollata della pubblica amministrazione, la revisione dell’ordinamento dello Stato per dare efficienza e rapidità decisionale, le norme per incentivare gli investimenti nel nostro paese al fine di raffreddare la crescita del tasso di disoccupazione, sembrano passare in secondo piano rispetto alla solita fraseologia dell’ “ammuina” politica. Penso che alla prossima tornata elettorale le urne saranno disertate ancora più di quanto non sia successo in passato. Occorrerebbe che gli organi di informazione sostenessero una campagna per la riduzione del numero dei parlamentari e degli organi Istituzionali di più alto livello prevedendo l’abolizione di una camera e di una presidenza tra quella della repubblica e quella del presidente del consiglio. Occorre, inoltre, che i cittadini possano esercitare una trasparente azione di controllo su ogni singola spesa, perché ormai lo sperpero di denaro pubblico ha raggiunto limiti intollerabili dalla comunità. In Italia ci sono troppi organi senza coordinamento e con sovrapposizione di funzioni e poteri che generano numerosi conflitti di competenza. Il rallentamento dell’azione di governo centrale e periferico ne è la logica conseguenza. Giovanni Ridinò

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