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Il lavoro in Italia...che delusione!

Egregio Direttore, Le vorrei raccontare la mia esperienza professionale per farle capire come possa continuar ad aver fiducia nel governo italiano dopo le ingiustizie subite in campo lavorativo. Qualche anno fa, nel 2011, sono stata assunta da un noto T.O. italiano con un contratto di apprendistato. Inutile dire che ero felicissima di aver finalmente trovato lavoro, dopo anni di studio e di sacrifici, e soprattutto di essere tranquilla lavorativamente per almeno 4 anni. Tuttavia, alla stipula del contratto, mi è stato fatto firmare un foglio in cui si precisava che il periodo di prova era di 6 mesi. Ingenuamente, essendo la mia prima esperienza lavorativa in qualità di lavoratrice subordinata, ho firmato quel documento e allo scadere dei 6 mesi ho avuto il benservito dall'azienda, scoprendo che in realtà avevo firmato le cosiddette "dimissioni in bianco". Sa qual'è stata la motivazione del licenziamento? Non serviva più la mia figura professionale nell'azienda. Peccato che io avessi firmato un contratto di apprendistato per 4 anni e non era un problema mio se l'azienda non avesse più bisogno di quel ruolo. Dopo aver scoperto che questa pratica delle dimissioni in bianco era molto diffusa all'interno dell'azienda e amareggiata da questa ingiustizia, che ha permesso all'azienda di non versarmi l'indennità di disoccupazione e che mi ha costretto a cercare nuovamente lavoro, sono partita per la Francia e ho iniziato a lavorare per una celebre multinazionale americana. E' stata la più bella esperienza di lavoro della mia vita. Mi sono sentita apprezzata e stimata da tutti e, soprattutto, sono state riconosciute le mie capacità e la mia voglia di fare. Ho pensato davvero che "nessuno è mai profeta in patria" e che l'unica cosa da fare per affermarsi lavorativamente sia quella di emigrare all'estero. Sono rimasta in Francia 11 mesi e poi, per motivi di salute e di famiglia, sono dovuta rientrare in Italia. Dopo aver superato i suddetti problemi, ho provato a ricercare lavoro in Italia, per poter stare più vicina ai miei cari e per vedere se nel mio Paese avrei potuto trovare le soddisfazioni lavorative che credo di meritare. Mi sono data alcuni mesi di tempo per poter cercare un'opportunità professionale, dopodiché sarei ripartita all'estero. Dopo aver sostenuto ben 4 colloqui, sono stata assunta,presso un'azienda inglese che gestisce 5 outlet in Italia, con un contratto a tempo indeterminato con 60 giorni lavorativi di prova. In questi 3 mesi di prova, ho fatto del mio meglio per farmi apprezzare dall'azienda, effettuando non solo traduzioni del sito Internet aziendale nonchè delle brochures, dei comunicati stampa e del materiale utile alla promozione aziendale, ma occupandomi princiipalmente dell'accoglienza dei turisti in arrivo con autobus e navette. Secondo il mio contratto, le mie mansioni avrebbero dovuto essere molto più estese ma mi sono detta che, probabilmente, dopo i 3 mesi, avrei avuto un maggior carico di responsabilità. Ho svolto comunque con impegno e determinazione il mio lavoro, ricevendo manifestazioni di stima e di apprezzamento dai miei colleghi, ma a fine giugno, inaspettatamente, allo scadere del mio periodo di prova, mi è stato comunicato che non avevo superato la prova perché non ritenuta idonea per il ruolo che avrei dovuto ricoprire. Fino al giorno prima sono stata sfruttata fino all'osso e mi è stato detto che ero una risorsa preziosa per l'azienda. Tuttavia, sono stata mandata via senza una motivazione valida. Anzi, mi è stato addirittura caldamente consigliato dall'azienda di dimettermi, invece che farmi licenziare da loro, adducendo come motivazione che avrei avuto più difficoltà a trovare lavoro dopo un licenziamento causato dal mancato superamento del periodo di prova. Perchè mai avrei dovuto dimettermi di mia spontanea volontà se la decisione era dipesa dall'azienda e non da me? Come mai l'azienda si preoccupava tanto per il mio futuro lavorativo? Temeva per caso un'azione legale? Ovviamente, non ho rassegnato le dimissioni ma sono stata licenziata dall'azienda. Sebbene i sindacati siano dalla mia parte nel confermare l'ingiustizia subita, per ora non posso fare nessun ricorso. E sa perchè? Perchè il codice civile prevede che si possa licenziare dopo il periodo di prova senza l'obbligo di fornire una motivazione al lavoratore. Perchè il CCNL del terziario, approvato dai sindacati, permette un periodo di prova così esteso, in modo che le aziende possano sfruttare i dipendenti in base alle proprie esigenze, licenziandoli nel momento in cui hanno svolto le mansioni per cui erano stati assunti. Vorrei sapere da Lei se ci sarà mai giustizia in Italia. Perchè la legge non tutela adeguatamente i lavoratori? Perchè noi giovani dobbiamo continuare ad essere sfruttati? Perchè per i laureati l'unica alternativa deve essere quella di emigrare all'estero per veder riconosciuti i propri meriti?

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