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Per 13 euro di Tasse non pagate per un errore ne dovrò pagare oltre 35.000 € !

Egregio Direttore, sono titolare di una piccola azienda operante da 25 anni nel settore delle telecomunicazioni nel Nord Est che dà lavoro a una trentina di persone e che nel 2008 ha beneficiato di una norma di Legge che Le permetteva di affrancare in un periodo di 5 anni delle spese di ricerca e sviluppo sostenute, pagando una imposta sostitutiva prestabilita. A fronte di spese sostenute per € 93.138 l’imposta sostitutiva da versare per tale affrancamento corrispondeva a € 11.177 euro che l’azienda versava con le modalità richieste dalla Legge. La prima tranche di pagamento di tale imposta pari a € 3.353 anziché versarla entro il 16 giugno di tale anno, per problemi di liquidità veniva versata entro il 16 luglio, come la legge prevede di poter fare con una piccola maggiorazione dello 0,40%, ma per un errore dovuto ad un problema nel software dello studio del commercialista che ci ha seguito nella formulazione dei conteggi, purtroppo non ci veniva calcolata nel conteggio del pagamento da fare all’erario anche tale maggiorazione dello 0,40% su tale importo, dovuta allo Stato per il pagamento effettuato 30 gg dopo la scadenza dei termini normali, maggiorazione che era pari a 13,41 € e che avrebbe dovuto essere saldata unitamente all’imposta. Qualche giorno fa (il 21 agosto) la società ha ricevuto un avviso di accertamento dalla Agenzia delle Entrate per l’anno 2008 dove ci viene comunicato che, in relazione a tale operazione, per il mancato versamento nell’anno 2008 di tali 13,41 € di maggiorazione non versata, l’operazione NON SI E’ PERFEZIONATA e pertanto decadono tutti i benefici di tale norma e quindi alla società vengono chieste tutte le tasse in più che non erano state pagate per effetto di tale operazione, ovviamente maggiorate di interessi e sanzioni, che per il solo anno fiscale 2008 ammontano alla somma di € 8.893,92, lasciandoci così ben intendere che la stessa regola verrà applicata probabilmente anche per gli anni successivi in cui sono stati suddivisi i benefici di tale operazione, datosi che la stessa “non si è perfezionata”... Morale; oltre ad aver pagato 11.177 € di tasse per affrancare l’operazione, ora l’agenzia delle Entrate ne chiede alla società € 8.893,92 per il solo anno fiscale 2008 e ne chiederà probabilmente altrettanti per gli anni 2009, 2010 e 2011. Sicuramente c’è stato un errore da parte ns nel non pagare tali 13,41 € del quale siamo pronti a fare ammenda ma mi chiedo se la “pena” applicata sia equa rispetto al “reato” commesso e visto che io sono di parte e potrei non avere una visione obiettiva di quanto ci è capitato, chiedo a Lei se ritiene io debba considerarmi un evasore . Io invece da parte mia purtroppo mi domando sempre più spesso se sia ancora possibile continuare a restare in Italia a fare impresa a queste condizioni, perché come anche la presente mia piccola storia personale testimonia, questa è solo una minima parte di ciò che quotidianamente fa perdere agli imprenditori la voglia di restare in questo splendido e umiliato Paese e che li costringe ed “esiliarsi” all’estero per non soccombere, mi chiedo se sono questi i metodi opportuni da utilizzare per combattere l’evasione fiscale, quanto potrò ancora resistere continuando ad operare con questi presupposti e se sia ancora giusto o solamente masochista, sentendomi comunque e nonostante tutto orgoglioso di essere Italiano, ostinarmi a voler restare qui in Italia a fare il mio lavoro per cercare di contribuire al benessere proprio e dei propri collaboratori e del tessuto sociale dove risiedo, mentre potrei farlo a condizioni immensamente migliori dal punto di vista fiscale e burocratico spostandomi a meno di 100 km di distanza da dove l’azienda si trova attualmente, andando a farlo in un altro Paese dove gli imprenditori sono visti per quello che dovrebbero essere, cioè come delle risorse vitali per una società e non solo come degli evasori da spremere e colpire in ogni modo. Qual è il confine oltre il quale la pazienza e la tolleranza verso questi metodi fiscali diventano delle colpe e non dei pregi per un amministratore di una azienda che deve tutelare la stessa ed il benessere dei lavoratori che vi operano ? A chi serve una azienda chiusa per ECCESSO DI TASSE ? Perdoni lo sfogo. Cordialmente.

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