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bidonato e mazziato dall'asta giudiziaria

Egregio Direttore, vorrei sottoporLe questa scandalosa vicenda che mi auguro possa trovare spazio sulle Sue colonne.. Sul sito www.asteimmobili.it ho appreso di un’asta che si sarebbe tenuta in data 23.02.2010 relativamente ad un appartamento di circa 60 mq sito nel comune di Asola (MN). L’allegata perizia dell’esperto del Tribunale stimava il valore del bene in Euro 75.000, giudicandolo “particolarmente appetibile” ed in “buono stato”. In data 15.02.2010, cioè prima del giorno dell’asta, un professionista della zona scrive una lettera a mezzo fax all’Autotransfer di Mantova (associazione notarile che gestisce le aste della provincia di MN) informando che il bene che sta per essere messo all’asta è in realtà “privo di agibilità in quanto contaminato da nickel e cromo esavalente in quantità pericolosa per la salute umana” come rilevato dall’ASL di Asola. Non si sa come mai nonostante la comunicazione di queste fondamentali informazioni giunte via fax, il bene sia andato ugualmente all’asta. Il giorno 23.02.2010, dunque, ignaro della reale condizione del bene, mi presento all’asta e mi aggiudico l’appartamento, al prezzo di Euro 46.000. Il 15.04.2010 saldo il dovuto all’Autotransfer e faccio richiesta di intestazione del bene come prima casa. Il giorno 28.04.2010 ricevo una raccomandata dal Tribunale che mi informa del fatto che “a seguito di fax dell’Ingegner xxx, il Tribunale ha richiesto al perito xxx di prendere ulteriori informazioni sul reale stato dell’immobile”, producendo un’ulteriore perizia. Purtroppo questa seconda perizia rivelava il reale stato delle cose: l’immobile era privo di agibilità in quanto pesantemente inquinato da sostanze cancerogene risalenti dal terreno sul quale sorgeva un tempo una smalteria di metalli. Il Perito, tuttavia, riteneva sanabile il bene con interventi di bonifica stimati in Euro 25.000. Pertanto, riteneva di abbassare il valore dello stesso dai precedenti 75.000 agli attuali 50.000 Euro (praticamente il valore da me pagato..). La lettera si concludeva chiedendo a me quali intenzioni avevo. Naturalmente ho risposto per iscritto che non ero affatto intenzionato a tenere l’appartamento, in quanto del tutto difforme da quanto presentato all’asta. Stranamente, la mia opposizione all’assegnazione del bene (opposizione agli atti esecutivi), prima presentata personalmente e poi a mezzo legale, veniva respinta. Mi chiedo perché allora mi avessero chiesto cosa avevo intenzione di fare… La motivazione formale del rigetto della mia richiesta è stata “nelle vendite giudiziarie non vi è garanzia dai vizi della cosa” e “l’assenza della agibilità per sostanze inquinanti è da considerare un vizio e non un aliud pro alio*”. La vendita sarebbe invece annullabile se venisse riconosciuto l’Aliud pro alio.. Preso atto di questa sentenza, assieme al mio legale Avv. Cesare Traldi, decidiamo di indagare, intanto, se effettivamente questo bene sia o meno sanabile. Attraverso nostra perizia di parte e consultazione dei documenti in Comune, è emerso che anche la seconda perizia del Geometra xxx era errata. Infatti il perito del Tribunale citava lavori che erano già stati fatti in passato ma che purtroppo non avevano dato esito … Dalla nostra perizia è emerso che nessun intervento garantirebbe la sanabilità dello stabile. Per altro il fatto che il mio appartamento confini con altri rende chiaramente evidente che non è possibile sanarne uno senza intervenire su tutti.. A questo punto abbiamo avviato una causa civile nel merito, cioè abbiamo chiesto al Tribunale di annullare la vendita e di ingiungere al vecchio proprietario (Mantovabanca) di restituire la somma e riprendere la proprietà dell’immobile. Il Giudice, con sentenza del 04.03.2013, non ha ritenuto, tuttavia, di discostarsi da quanto pronunciato dal magistrato che già aveva respinto la mia opposizione agli atti esecutivi, con la stessa motivazione: “il bene anche se inagibile, è comunque un appartamento, e non un bene diverso, dunque la vendita è regolare”. Stranamente il Giudice non ha ritenuto di dar seguito alla nostra richiesta di nomina di un Tecnico estimatore super partes. Per altro, oltre a condannarmi alle spese a favore di Mantovabanca (che io avevo citato) mi ha condannato anche alle spese a favore del perito e dell’assicurazione, citati dalla Banca per essere manlevata in caso di soccombenza. Non si capisce perchè, se io cito un soggetto e a cascata ne vengono citatati molti altri, devo pagare per tutti… Ora sono in possesso di un appartamento che non posso abitare, né utilizzare in nessun modo. Devo pagare l’IMU e altre imposte accessorie. La spesa per l’immobile contaminato e le spese legali ormai sostenute mi hanno impedito ora di acquistare una casa normale. Di fatto mi hanno condizionato decisamente la vita. Cordialmente Massimiliano Trazzi * Si ha aliud pro alio quando viene consegnato un bene completamente diverso da quello pattuito. La Cass. Civ., Sez. II, 04/05/05, n. 92277 ritiene configurabile l’aliud pro alio anche quando la cosa consegnata abbia difetti che la rendano inservibile o manchi delle particolari qualità necessarie per assolvere alla sua naturale “funzione economico-sociale”.

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