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Macroregioni

Le regioni italiane sono troppe, troppo piccole per governare, troppo grandi per rappresentare delle comunità. Le regioni hanno portato ad una babele normativa, nella migliore delle ipotesi si copiano le leggi, nella peggiore creano una totale incertezza sulle regole. Assurdo pensare che esistano regioni da 100.000 abitanti (valle d'aosta), da 350.000 abitanti (molise) o come l'umbria, la basilicata, la liguria, ecc... L'unica regione che, forse, ha le dimensioni adeguate ad una regione è la lombardia. Chiama vendetta l'esistenza di 5 regioni che sono più uguali delle altre: in Valle d'Aosta il 40% della popolazione è calabrese (causa acciaierie, poi chiuse nel secolo scorso) e il restente 60% il francese o patois lo parla solo perché viene studiato a scuola. Se si studiasse anche in molise il francese, il molise diventerebbe bilingue come la valle d'aosta. Ma a prescindere da questo: perché in virtù di una peculiarità culturale e linguistica, il resto dei cittadini italiani devono pagare la benzina ai valdostani? il discorso potrebbe continuare con tutte le altre regioni autonome e le provincie autonome. L'Italia è un fazzoletto di terra e potrebbe essere organizzato in tre macroregioni (Nord, Centro e Sud) a cui aggiungere un Distretto di Roma Capitale, la Sicilia e la Sardegna. In questo modo si potrebbe mettere un limite alla burocrazia dilagante e al moltiplicarsi degli apparati. Attualmente abbiamo 20 parlamenti, che a volte c'è da sperare che non si diano troppo da fare! Potrebbero creare danni! Il lazio è una regione che per 3/4 coincide con il suo capoluogo, nella quale le ragioni e le esigenze di Roma sono totalmente diverse alle situazioni che si vivono a Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone. Ha un senso? A mio parere sarebbe meglio creare un distretto per Roma Capitale e portare frosinone nel Sud (di fatto è Sud! non sarebbe nessuna rivoluzione!), portare Viterbo nel centro italia.... Il lazio andrebbe semplicemente smembrato. Quindi i confini delle macroregioni sarebbero evidenti: appennino tosco-emiliano fino a Rimini a definire il passaggio da Nord a Centro Italia, Toscana, Viterbo, Umbria e Marche nel Centro e Tutto il resto della penisola nel Sud ad eccezione di Roma e provincia che diventerebbero Distretto di Roma Capitale. Il risparmio sarebbe certamente in efficienza del sistema e nella riduzione degli apparati e del numero dei dipendenti pubblici. I vantaggi si respirerebbero anche nella sanità, in quanto le attuali regioni hanno politicizzato la sanità portandola al degrado. Nella riorganizzazione la sanità dovrebbe diventare autonoma dalla politica: non dovrebbero più esistere primari in virtù di simpatie politiche, non dovranno più esserci nomine politiche ai vertici delle asl, ma la sanità dovrebbe essere spoliticizzata come la magistratura e la giustizia. Emiliano Zasa

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