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La strage di Vergarolla

martedì 27 agosto 2013 La strage di Vergarolla Pola, Italia, 18 Agosto 1946 alle ore 14,15 sul litorale esplodono alcune mine navali, durante una manifestazione sportiva. Si parla di 100 morti e decine e decine di feriti perché in quel momento la spiaggia era piena di bagnanti, molti dei quali bambini. Sul litorale erano state accatastate ventotto mine antisbarco per un totale di 9 tonnellate di esplosivo a cui erano stati tolti i detonatori per sicurezza, si disse. Per cinquant'anni anche questa strage rimase nell'ombra. Non se ne parlò mai né in Jugoslavia né in Croazia, forse perché si era già in tempo di pace. Le associazioni degli esuli però mantennero sempre vivo il ricordo. Poi il 12 Maggio 2008 " il Piccolo" pubblicò una serie di quattro volumi sulla Storia di Trieste a cura di Fabio Amodeo e Mario Cereghino, dove i due autori ricostruiscono la storia della città, quella della Venezia Giulia e dell'Istria, fra il 1946 e il 1951. Nel terzo volume, sulla base dei documenti del Public Record Office di Kew Gardens, mettono insieme lettere, dispacci e informative degli Alleati, riescono a unire alcuni tasselli e nell'informativa del 19 Dicembre 1946, affermano che fu un attentato pianificato dall' OZNA, servizio segreto jugoslavo. Addirittura fanno anche un nome, quello di Giuseppe Kovacich, come uno degli esecutori materiali. Non voglio addentrarmi nei meandri difficili di una ricostruzione storica che necessariamente prima o poi squarcerà il velo della verità e lo consegnerà alle nuove generazioni. Mi preme però rendere omaggio a quei poveri corpi straziati di italiani che, ripeto, hanno avuto un'unica colpa, quella di essere italiani, non fascisti, semplicemente italiani. P. Spirito, nel suo libro: " Epurazione di frontiera" ci racconta che nel Febbraio del 1946 c'era stata una riunione del Partito Comunista della regione Giulia, filo-jugoslavo nel corso del quale i vertici giungevano alla conclusione che il partito stava perdendo il controllo del popolo e perciò, bisognava intensificare la politica di epurazione nella zona B, schierata contro il regime. Vale a dire italiani contro altri italiani! Che follia, mi sembra di vedere un film già visto perché oggi è ancora così: " purtroppo noi italiani ci laviamo le mani nel sangue degli italiani", sono parole di Jacopo, contenute nella prima lettera all'amico Lorenzo Alderani ne " Le Ultime lettere di Jacopo Ortis" di Ugo Foscolo.

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