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Firenze

Firenze "...................Io quando il monumento vidi ove posa il corpo di quel grande, che temprando lo scettro aì regnatori, gli allor ne sfronda ed alle genti svela di che lacrime grondi e di che sangue; e l'arca di colui che nuovo Olimpo alzò in Roma a' Celesti; e di chi vide sotto l'etereo padiglion rotarsi più mondi e il Sole irradiarli immoto, ..................................................... .....................................................; te beata, gridai per le felici aure pregne di vita....................... ................................................... e tu prima, Firenze, udivi il carme che allegrò l'ira al ghibellin fuggiasco, e tu i cari parenti e l'idioma desti a quel dolce di Calliope labbro ................................................ ................................................ Ma più beata che in un tempio accolte serbi l'itale glorie, uniche forse da che le mal vietate Alpi e l'alterna onnipotenza delle umane sorti armi e sostanze t'invadeano ed are e patria e, tranne la memoria tutto. Ugo Foscolo: Dei Sepolcri .................................................... .................................................. Caro Matteo Renzi, sindaco di Firenze, questi versi sono per Lei, per ricordarle che è il custode e il garante del patrimonio artistico e culturale della sua, nostra magnifica città, simbolo immortale del Rinascimento italiano, un faro di luce per l'umanità intera, oggi ridotta a latrina a causa dei bisogni fisiologici di rom ed extracomunitari, che, senza alcun ritegno e rispetto per il popolo italiano, utilizzano spazi e luoghi che non gli appartengono. Già una decina di anni fa, Oriana Fallaci affrontava il problema ma veniva vilipesa e ghettizzata da una sinistra che non cambia mai: "......... Infatti nelle ultime amministrative pensai di tapparmi il naso per votare contro il sindaco diessino di Firenze che insieme al diessino presidente della regione, ha regalato la città allo straniero.Che coi figli di Allah devoti a Bin Laden, coi cinesi padroni di Prato, coi somali e i nigeriani che infestano il Centro Storico imponendo banchi abusivi, coi rumeni e gli albanesi da cui le case della campagna toscana vengono regolarmente saccheggiate coi furti notturni, si comporta come le marchese e le contesse e le baronesse che nel 1938 facevano le reverenze a Hitler: " Mein Fuhrer, mein Fuhrer". La signora rom che, alcuni giorni fa lavava i panni in quella bellissima fontana del 1500, incurante della sconvolgente meraviglia dei turisti, impone alla sua attenzione qualche riflessione perché, in qualità di cittadina italiana che ogni giorno compie il suo dovere, La riterrò responsabile dello scempio della città di Firenze di fronte alla Storia..

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