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intoccabilità pubblico impiego

Ho deciso di scrivere per segnalare l'ennesimo increscioso ed incredibile episodio che conferma, a mio avviso, il discutibile livello di serietà ed attenzione di parte del personale del Pubblico Impiego. Alcuni giorni fa presso l'abitazione di mio padre veniva recapitato, mediante raccomandata A/R, un sollecito urgente da parte dell'INPS-Sede di Torino, con il quale egli veniva invitato a provvedere quanto prima ad inviare la documentazione inerente la cd. "dichiarazione dell'assicurato" relativa ad un periodo di malattia iniziato il 23.6.2002, asseritamente mai pervenuta all'ente previdenziale, con l'avvertimento che all'eventuale mancata restituzione avrebbe fatto seguito un'azione legale dell'ente stesso. Ebbene, mio padre è deceduto ben oltre dieci anni fa, il 28.3.2003, come ben risulta all'INPS, posto che viene erogata la pensione di reversibilità a mia madre, di talché - si consenta la cinica ironia - direi che il periodo di malattia è decisamente terminato. Al fine di comprendere, pertanto, le ragioni di tale richiesta, mi sono recata personalmente all'INPS, ove ai vari cittadini in coda per lo stesso motivo è stata consegnata una dichiarazione in copia da parte della Direzione, con la quale si comunica che risultano inviati i solleciti relativi niente meno che a 12 anni, dal 1990 al 2002, i quali "possono essere cestinati, poiché inviati per mero errore materiale". Ora, dopo avere assistito al massacro del lavoro dipendente nel settore privato, oramai oggetto di licenziamenti quasi liberalizzati e flagellato da un costante precariato, dopo avere altresì vissuto la continua colpevolizzazione del lavoro autonomo poiché superficialmente associato solo a milionari evasori, ancorché in realtà onesti esercenti, spesso con un modesto banco al mercato, mi domando se mai arriverà il giorno in cui si agirà concretamente nei confronti del Pubblico Impiego. Perché spendere inutilmente e vergognosamente migliaia di Euro dei contribuenti per paventare azioni legali a soggetti deceduti da oltre un decennio, per poi liquidare la vicenda con disarmante leggerezza, informando che tale spreco coinvolge addirittura pratiche di ben 23 anni or sono non risponde affatto ad una seria e voluta razionalizzazione della spesa pubblica. Al contrario, ciò conferma come solo nel settore pubblico ci si può permettere di commettere ridicoli errori come questo, convocando d'urgenza mediante raccomandata A/R chissà quante migliaia di cittadini (o loro eredi) per poi congedarli come nulla fosse, perché nessuno sarà chiamato a risponderne e nessuno sarà chiamato a risarcire. Men che meno nessuno rischierà di perdere il lavoro anche se non è in grado di svolgerlo. L'errore materiale è un errore umano, non si crea da sé. Auspico, pertanto, che qualcuno, almeno una volta, sarà chiamato a rispondere di ciò, perché le garanzie sul posto di lavoro non devono essere riservate solo ai dipendenti statali privilegiati ed intoccabili. I migliori saluti Loredana Melis

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