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Venti di Guerra e Fumo di Londra

Durante il dibattito di giovedì ai Commons si sentiva Churchill ribaltarsi nella tomba cercando di uscirne per cucire la bocca al piccolo David, di fronte al quale non tanto Assad ma persino Milliband è stato trasformato in un Goliah. Il governo guidato da Cameron non ha convinto il Parlamento britannico a votare l'intervento militare in Siria - e non sarebbe potuto finire diversamente visto che nessuno ha capito in cosa l'intervento sarebbe consistito, ne la sua ratio: parafrasando, nemmeno troppo, è stato un susseguirsi di "spariamo ma da lontano, interveniamo ma non invadiamo, non cambiamo regime, gli spegnamo solo il gas, non tolleriamo crimini dimostrabili al vetrino del microscopio, gli altri esulano, l'ONU cominci che noi finiamo, cosi' poi cominciamo e loro arrivano, siamo amici dell'umanità, bla bla bleah bleah." L'increscioso avvenimento, impietosamente trasmesso in diretta, mi sembra dimostri due cose. La prima è che la political correctness è come le sigarette, a lungo andare ti avvelena fino al punto di non ritorno, spegnendoti politicamente in un tale vuoto cosmico di idee, valori, principi e convinzioni, che la nazione tutta, assorbendone il fumo passivo, finisce coll' essere risucchiata dentro al primo buchino nero che colla sua gravità sproporzionata le si parasse sul cammino. L'Occidente è finito se non torna ad essere onesto (almeno con se stesso). Secondo: il tanto auspicato ringiovanimento della classe dirigente, se deve portare alla guida delle nostre fragili democrazie ram-polli cresciuti in nidi di ovatta, nutriti di soli codici, scienza e finanza, scelti con un clic sulla foto, allora è forse il caso di rivalutare i tanto bistrattati vecchietti! Saggi, prudenti, 'soldati' della vita, un po' di onore nelle vene. A questo punto, Long live the Queen, and may the rampolls grow up, God willing.

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