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Gli sperperi infiniti.

Egregio Direttore, come ogni cittadino sono ormai demoralizzato, disorientato, impotente per non riuscire a dare un calcio nel lato B di chi ci amministra. L’Italia sta andando a rotoli che più di così non si può immaginare. Il Pdl grida alla vittoria per aver mantenuto gli impegni presi in campagna elettorale. Mi chiedo quale vittoria, dal momento che non sarà possibile restituire l’IMU del 2012 tanto sbandierata nella campagna elettorale del Signor Berlusconi e tra poco si dovrà fare a pugni e escogitare altri giochini per cercare forme artificiose di tassazione per non aumentare l’IVA e trovare la necessaria copertura del mancato introito. Poi leggo sul quotidiano che il Pd alle sue feste non rilascia scontrini e quindi non paga l’IVA al pari di tutte le Onlus. Queste ultime sono cresciute in Italia a dismisura, altra forma di pseudo associazionismo creato per fare attività commerciale senza pagare tasse e per chiedere sussidi e sostegni allo Stato , alle Regioni, ai Comuni. Basta leggere il Messaggero Veneto , per rendersi conto di come si continui a finanziare queste associazioni varie con distribuzioni a pioggia di denaro pubblico. Mi chiedo da ignorante, se io e qualche parente decidiamo di creare una associazione privata , per fini non ben definiti, perché poi debbo chiedere soldi allo stato? Il Presidente della Repubblica , lungi dal dare l’esempio per la riduzione del numero di parlamentari, si prende il lusso , a spese dei contribuenti, di nominare altri quattro senatori a vita. Gli organi territoriali continuano a spendere in cose amene e superficiali , come feste , sagre paesane, notti bianche, giustificando queste spese come attività sociali e promozionali del commercio. Sarebbe il caso di andare a fare qualche conto alla fine per accorgersi che le spese (giochi pirotecnici compresi)non coprono i ricavi e quindi non hanno promosso un bel niente , ma consentito a qualche amico di mettere in tasca dei quattrini a spese della comunità, cioè anche di quelli che non hanno partecipato alle scialate. Nessuno che si interessi del Paese veramente e pienamente. Nessuno che ci dica quale pianificazione energetica mettiamo in atto per i prossimi trenta anni, quale strategia industriale sosterremo per accrescere l’economia del paese richiamando investimenti anche dall’estero, quale piano sensato disegniamo per il rientro del debito pubblico, quale programma per la riduzione dei centri di spesa e per il controllo costante della stessa. La grande priorità è pensare alle prossime elezioni. Poveri noi ma, soprattutto, povero questo Paese che si è affidato a cotanti individui che si ergono a nostri rappresentanti. Giovanni Ridinò

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