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Quando voleremo più in alto?

Caro Belpietro, ho tratto quanto segue da un vecchio articolo (febbraio 1988) della rivista "Airone", a firma Giuseppe Galasso, che contiene più d'uno spunto di valore assoluto che ne attualizza il contesto. "Stando alle statistiche, Elva (CN), piccolo borgo di 75 abitanti è il comune più povero d'Italia, ma... in paese nessuno si ritiene povero. I suoi abitanti, anzi, stimano che la vita vi è largamente preferibile, nel suo scenario naturale ed antico, a quella da essi stessi sperimentata altrove. A soli 30 km da Elva c'è Argentera, 97 abitanti, che risulta almeno dieci volte più ricco di Elva; stando alle stesse statistiche sarebbe uno dei comuni più ricchi del Piemonte. Ma una mal riuscita speculazione turistico edilizia ed una serie di altri elementi fanno sì che nel paese ci si consideri ricchi solo di problemi ed incertezze. I limiti della statistica non vengono solo dall'astrazione aritmetica di un'indagine sul reddito dei comuni e dall'impossibilità di calcolare le vaste aree del sommerso (...) Provengono soprattutto dall'assoluta ignoranza cui la statistica si autocondanna per il suo prescindere dai fattori qualitativi della vita. Ad Elva ambiente e società, natura e cultura, il paese e l'Uomo sono parte di un ecosistema elementare, ma psicologicamente e moralmente assai valido. Non è questione di reddito, né di riprodurre altrove condizioni simili (...) Pur se i termini sono diversi, vi è una componente "elvese" della qualità della vita anche ai livelli metropolitani più complessi, che non può essere ignorata: l'integrazione armonica fra uomo, ambiente e vita sociale." Cordialità

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