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So' governi,sti qquà ?

Sarà pur sempre democrazia,e quindi taluni ne saranno pure appagati,ma il comportamento dei nostri politici,in particolar modo quelli che sostengono il governo,arriva a rasentare il ridicolo. Invece di rinchiudersi nelle segrete stanze,scannarsi come e quanto merita l'oggetto o il soggetto preso in esame,e poi fare le loro dichiarazioni (sarebbe cosa ottima se le "dichiarazioni" si manifestassero sotto forma di decreti legge discussi,soppesati e condivisi a maggioranza in attesa del covalida delle due Camere) i ricercatori governativi di consenso buttano là le loro proposte (con i mezzi e nei luoghi i più impensati,un treno,un aereo,il discorso di circostanza di fronte a personalità estere che,magari seccate "dentro",per l'occasione mostrano un sorrisino complice,"fuori". A questa stramba abitudine anche i nostri precedenti governanti,e non soltanto gli attuali, sono sempre stati sensibili. Da qualche tempo,poi,si è aggiunto al faceto il "Social network" ove,com'è stranoto,il "writer" si lascia andare. Idee,una valanga ; proposte, un'infinità ; decisioni,poche e "nisba". Si possono ancora chiamare governi,codesti,caro Direttore ?

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