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Le feste del PD (partito democratico – minestrone di partiti del dopo mani-pulite) e le feste paesan

Alle feste del PD non vengono emessi gli scontrini fiscali per i comparti gastronomici ed altri commerciali, Questo avviene anche nelle altre feste paesane senza targhetta politica. Oltre al danno fiscale, viene consumato un danno ancora più grave – sanitario -; nessuno controlla (guai a chi osasse farlo) la bontà della merce alimentare usata per fare i menù da somministrare agli ignari festaioli, la merce alimentare ipoteticamente potrebbe essere ampiamente scaduta e di infima qualità; è notorio che le macellerie si disfano di quella carne che in condizioni normali non sarebbe vendibile (messa nelle salsicce – occhio non vede e cuore non duole). Se poi c’è una catena di supermercati alle spalle (del tipo coop) è facile disfarsi della merce rimasta invenduta sugli scaffali o nei congelatori/surgelatori; senza contare che spesso le feste vengono fatte sugli spazi in terra battuta, quindi è facile mangiare spaghetti con spolverata di terra. Se un ristorante operasse con gli stessi criteri degli stand gastronomici delle feste dei partiti politici e/o feste paesane, il gestore verrebbe messo alla gogna a vita. Se c’è un rigore sanitario per un normale ristorante, perché non dovrebbe valere le stesse regole sanitarie per le feste di partito e paesane? Per la legge fiscale, costituisce reddito fiscale: introiti di denaro o altra cosa fungibile, da qualsiasi fonte provenga. Una buona parte dei ricavi provenienti dalle “feste” in genere affluiscono nelle tasche private degli organizzatori.

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