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PACTUM SCELERIS, CATTIVI MAESTRI, LUPI TRAVESTITI DA AGNELLI

Egregio Direttore, vorrei augurarmi che il pactum sceleris tra magistrati e stampa si possa configurare tra le bufale delle notizie estive, ma temo che non sia così. E se è così, ma cosa dobbiamo pensare noi uomini liberi non legati ufficialmente ad alcun partito o lobby, semplici e disincantati spettatori di un’Italia ferma al dopoguerra che ha originato un bilinguismo ideologico che non ci fa sentire italiani, come un francese si sente francese, come un inglese si sente inglese e persino un tedesco, dopo il disastro della guerra, si sente tedesco. Dovrei usare una espressione tremendamente volgare per rendere la situazione, ma mi limiterò a dire che sono anni che una parte cerca di attentare all’onorabilità posteriore dell’altra parte e viceversa. Fatto un governo, si cercano tutte le possibilità per farlo cadere, il che accade da quando ho memoria ed un po’ di interesse per la politica. L’attaccamento fazioso alla propria maglia ideologica rende possibile una divisione e lacerazione continua. Mi rendo conto che noi umili cittadini saremo sempre preda di lobby ed interessi superiori al popolo cosiddetto sovrano. Siamo sovrani di una condizione ipocrita che ci fa credere di vivere in una democrazia che ti illude e ti fa ritenere artefice del tuo destino, esprimendo la tua volontà con un voto. Bisognerebbe rivedere in filosofia e sul vocabolario il termine democrazia, che non esiste e non può esistere perché, comunque, il potere al popolo ha le sue incognite di ingiustizia e schiavitù. Mi direte, ma allora non credi alla democrazia? Risponderei al contrario che ci credo e ci credo soprattutto in Italia, perché, quantomeno, il trascorrere degli anni, prima o poi ci restituisce le verità che nel passato hanno condizionato la nostra vita. E come nel teatro esistono attori e spettatori, così deve essere necessariamente in politica. Aggiungerei che il rispetto e la tolleranza dovrebbero essere alla base del vivere civile, ma relativamente a ciò siamo ancora ai primordi. Non ci siamo liberati ancora da campanili ed intrighi che riempiono la nostra storia secolare. Non vedo nulla di male che ci siano alleanze tra testate, ma che costituiscano una task force di eliminazione del tessuto sociale di un popolo, mi sembra francamente un po’ eccessivo. Alcuni dei partecipanti alla conventicola sono importanti esponenti della intellighenzia italiana, a cui non mi sento francamente di voler affidare il mio destino. Nel rispetto della loro idea, che dalla estrema sinistra è approdata ad una visione “liberale” della società a cui sono ancorato da anni, mi colloco, senza sforzo e senza dover riconoscere il fallimento di una utopia, in una posizione ideologica comunque non contaminata dai predetti presupposti sbagliati. Conosco i torti e gli errori del mondo occidentale e voglio continuare ad essere libero di criticarli. Ma i precursori di battaglie sbagliate non possono venire a dettarmi le regole del vivere democratico a cui mi sono sempre attenuto. Aspetto conferme a questa notizia che se vera mi riempie di profondo sconforto. Antonio Mirabile

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Attilio Barbieri
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di Attilio Barbieri