Cerca

Un povero ma obbiettivo!

Stimato Signor Direttore, chi le scrive non è un'intellettuale borghese o un dirigente ma un 43 enne disoccupato di Milano, il quale vuole riconoscere il merito al suo quotidiano ( e non solo) di essere realmente vicino ai problemi sociali e del lavoro del paese . Sono sempre stato socialista ma riconosco che oggi il cambiamento e le politiche progressiste e sociali non partono più dalla sinistra . Non riesco neppure a chiamarla sinistra un agglomerato di radical chic perbenisti, di personaggi in corsa al potere, di soggetti interessati per non dire collusi, che con ogni mezzo vogliono interrompere un cambiamento, che, se non avviene oggi non avverrà più . Il mio breve intervento è contro le lobbies sindacali . No, non mi nascondo, parlo dei sindacati sia confederali sia extraconfederali che di fatto hanno fatto politiche solo per loro e non per chi produce in Italia . Potrei andare avanti con specifici fatti ma sarei querelato e non posso permettermi l'avvocato . Dico e concludo, che lo statuto sindacale andrebbe ridisegnato, come per la politica, meno persone, nessun transito nella vita politica nazionale innanzi a tutto . Se non ci decidiamo a far sul serio la storia manterrà solo le belle parole dette e scritte a danno sicuro e già esistente dei nostri figli . Grazie signor Direttore . LUCA

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog