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PC, PDS, DS, PD, (?), Renzi ? Diciamo pane al pane...

Egr. Direttore Belpietro, mi scusi ma questa sarebbe la scala evolutiva del comunismo? Renzi è l'ultimo anello (per ora) ? Sarebbe invece bello se qualcuno finalmente iniziasse a dire – pane al pane e vino al vino – smetterla di definire il comunismo un PARTITO. Un partito presuppone la vicinanza di altri partiti dialetticamente contrapposti, ma con una comunanza di intenti nell'interesse del paese, ma per il comunismo l'uguaglianza è una vera e propria ossessione, tutto il popolo, nessuno escluso deve essere uguale, tranne loro, cioè l'apparato. Ma guale a che, a chi? Uguale alla loro idea, poiché il dissenso democratico non trova spazio nel comunismo. Un conto è la parità di diritti che è ovviamente fuori discussione, altra cosa è quando all'uomo viene imposto col terrore se non si adegua ad essere - ancora più uguale – così la pensavano Babeuf, Robespierre, e compagni giacobini, primi comunisti delle storia (parola di Marx !). Il comunismo è una idea folle che non potrà mai mutare, fondato su due concetti contrapposti e incompatibili fra loro che, all'atto pratico si escludono reciprocamente. Questo sfugge all'uomo distratto che affascinato dalle belle parole che gli affabulatori usano ad arte, libertà, uguaglianza, giustizia sociale, bla, bla, bla. Ma LIBERTA'' e UGUAGLIANZA sono come la luce e le tenebre, la prima è quella inclinazione naturale dell'uomo che nasce libero e diverso da tutti i suoi simili e che mal sopporta l'uguaglianza soprattutto quando viene imposta con la forza (se c'è imposizione addio libertà i popoli sottoposti al comunismo lo sanno bene). La seconda invece è l'utopica idea che può essere nata solo da una mente malata o interessata, con l'obiettivo di trasformare l'uomo in un robot schiavo, e poiché va contro natura e l'uomo si oppone, la sua realizzazione diventa possibile solo con il regime del terrore come la storia insegna. Non vuoi la libertà, l'uguaglianza, la fratellanza che ti propongo? Bene allora ti ghigliottino, ti fucilo, ti sparo alla nuca, ecc. Così è tutto il pensiero comunista, non esiste il comunismo buono, o comunismo malinteso, c'è il comunismo e basta. Osserviamoli i loro campioni della uguaglianza a tutti costi nei dibattiti, tavole rotonde, oblunghe o quadrate, talk show o altro, hanno la lingua in fuga rispetto al cervello, risultato di un intenso allenamento specifico. Non accettano la diversità, il dialogo non è nella loro natura, non faranno altro che interrompere e disturbare, provocare, insultare l'interlocutore, non importa quel che diranno, l'importante è parlare, parlare, senza dire nulla poiché nelle loro prerogative c'è solo la possibilità di ripetere pedissequamente la tiritera. Il diktat è non ascoltare, ma ripetere, provocare o insolentire le controparti. Questo non è casuale, caratteriale o semplice maleducazione della persona, ma è una strategia inculcata, frutto, come dicevamo,di un allenamento vero e proprio praticato in aula, osservate bene il loro comportamento è standardizzato e questo svela l'arcano. Negli anni via, via, che perdevano terreno hanno giocoforza dismesso l'atteggiamento truculento e il lupo si è vestito da agnello, ma la sostanza non cambia. Renzi comunista che non si nasconde e non rinnega, ma che si atteggia a liberista, mmhh, non ho parole.

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