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ora basta

6 settembre 2013 c.a. Maurizio Belpietro Stamane, leggevo il giornale, Libero per la precisione e mi venivano alcune considerazioni che provo ad elencare di seguito. Mi piace precisare che questo quotidiano lo seguo da tempo immemorabile, perché le sue prese di posizione e la chiarezza con cui affronta gli argomenti, libero dal perbenismo e franco nei contenuti mi sono sempre piaciuti. Non così nell’ultimo tempo, quando la linea editoriale si è appiattita non nell’analisi dei fatti e nella ricerca di proposte politico-economiche diverse dal blaterare politico, ma nella difesa di un leader, Berlusconi, morto già da tempo e tenuto in vita solo dall’immenso orgoglio che lo ha sempre contraddistinto. Già in campagna elettorale, si è fatta passare come bomba la proposta lodevole tra l’altro, della cancellazione dell’ imu, mentre in realtà era un mezzuccio che niente risolveva, per avere qualche voto di consenso in più ed adesso, dopo che più o meno ingiustamente è stato condannato, si parteggia o meglio si indulge nei suoi confronti, quando quest’uomo per cercare di salvare se stesso, minaccia di far cadere governo e legislatura e determinare un governo del PD. Da uomo di cerntro destra quale sono, la cosa che più mi rammarica è che invece di mirare al cuore delle questioni, il giornale si adegua , si segue il filo di chi guarda ai particolari, quando ora invece bisogna guardare a ben altre dimensioni ed in ben diverse direzioni. Il centrodestra attuale e Berlusconi in primis con tutta la sua corte, non hanno idea alcuna, se non da contabili prefallimentari, sul come uscire da una situazione che invece è già post fallimentare e che quindi necessita di una capacità di progetto e sintesi perché bisogna coagulare un paese che non esiste su un progetto nuovo che deve scompaginare decenni di abitudini consolidate. Mi spiego, l’Italia, questa Italia, per la sua parte pubblica è economicamente fallita, in quanto ha accumulato un debito pubblico impossibile da ripagare e si è legata nell’euro ad un sistema che vieta l’uso dei mezzi che nel passato ci hanno evitato almeno un paio di fallimenti, l’ultimo all’inizio anni novanta, vedi governo Amato, e cioè la svalutazione della moneta e l’inflazione. Contestualmente vengono fatte scelte che tendono a mettere in sofferenza quell’economia che girando genera ricchezza. Perché dico la parte pubblica e perché siamo di fatto falliti? Per esplicitare queste ragioni parto dalla seconda questione, il nostro debito è il 130 e rotti percento sul volume d’affari (pil) che l’economia Italiana sviluppa, ma il suo rapporto con la parte di economia che produce ricchezza, che è in maggior parte privata con qualcosa di pubblico dentro, è di 1 a 5, quindi ben oltre il 500%. Dico questo perché il pil altro non è che un misuratore del volume degli affari, somma fatturati di attività qualunque esse siano, per cui fa pil anche l’amministrazione pubblica, l’addetto all’ufficio anagrafe, lo spazzino etc, ma questi come si capisce bene, fanno servizio e non generano valore aggiunto, ricchezza, costano, ma fanno pil lo stesso! Se si depura il pil Italiano da questo, si arriva al rapporto che dicevo prima ed è facile comprendere come in una famiglia che guadagna 20k€ all’anno, non ci sia scampo ai creditori se il debito da pagare è 100k€, con un interesse del 5%, che lo raddoppia ogni 20 anni! E poi c’è la bufala dello spread che cala e che quindi fa scendere il costo del debito. Lo spread, differenza bund-bpt, cala, ma aumenta il valore che pagano i bund ai risparmiatori, quindi se prima pagavamo un interesse di spread+interesse dei bund e cioè 300+120=420 punti, ora con i bund a 200 e lo spread a 250, paghiamo ai risparmiatori un interesse maggiore, pari a 450 punti, quindi il costo del debito è in salita e lo spread viene usato per raccontare frottole in quanto indica cose diverse da quelle che ci vengono dette. Ma andiamo avanti. Per renderci conto, in soldoni di dove stanno i problemi: i tedeschi hanno un pil di 2200 mld e pagano 650mld di tasse, che bastano ai bisogni dell’economia pubblica, mentre in Italia produciamo e lascio volontariamente fuori il nero che diventa irrilevante ai fini del ns problema e poi spiego il perché, 1500mld e paghiamo 750mld, prendendo a prestito 100mld in quanto il fabbisogno pubblico è 850mld. Salta all’occhio come il rapporto fabbisogno pubblico/pil in Germania sia 650/2200=0,30, mentre in Italia sia 850/1500=0,57…e se ci mettiamo dentro anche il nero che dicono essere di 250, il rapporto diventerebbe 850/1750=0.49.... Questo cosa significa? Significa che i tedeschi sono più produttivi di noi in quanto i loro servizi, pesano solo il 30% sulla loro economia, mentre da noi i servizi pesano il 57% o senza nero il 49,9% un’enormità! Quindi quando ci dicono che scivoliamo nelle classifiche della competitività mondiale e siamo al livello di Burundi o altro, dicono che chi ci sta davanti spende meno in servizi e non che lavoriamo meno degli altri e che bisogna quindi fare di più in meno persone etc etc, a meno che nella loro testa il pubblico sai efficiente che basta!!! Ma questo viene taciuto da sinistra e si capisce, loro sono tasse e pubblico per dna, ma anche da destra e dai quotidiani che invece dovrebbero rendere pubbliche queste realtà ed il loro perché, con un mantra continuo, come le dieci domande di Repubblica! Dicevo prima dell’evasione come effetto marginale e vorrei spiegare. Io non dico che giustifico l’evasione, anzi sono scandalizzato per come l’agenzia delle entrate opera, sembra quasi che gli uomini che stanno li dentro vivano su Marte, che non abbiano mai comprato una casa, siano mai andati dal dentista, fatto mai un atto notarile o avuto bisogno di un avvocato o che mai siano stati al mercato o chiamato un elettricista e si potrebbe andare avanti per ore. Sono scandalizzato da chi non paga le tasse e che poi richiede servizi a gratis, con chi vive a sbaffo e se ne frega delle regole della comunità, con chi fa della disonesta sociale il modus per rendersi ricco o benestante, ma questi mi rendo conto essere luoghi comuni, perché devo essere io stesso e per primo a chiedermi la coerenza negli affari e nei comportamenti . Spesso però sembra leggendovi che si tifi velatamente per costoro.. Ma mi chiedo, se in questa situazione di organizzazione dello stato, l’amministrazione pubblica avesse altri 100 mld a disposizione che farebbe? La risposta che mi do è semplice, porterebbe il fabbisogno a 950! Per cui bisognerebbe: 1- che la gdf apra gli occhi ed inizi a fare il proprio lavoro, uscendo dagli uffici anche senza telecamere e premiando i propri dipendenti, quando riusciranno a rendere il minimo sindacale che i cittadini onesti si aspettano e non quando rompono le balle con contestazioni ricavate con metodi da filibustieri. Dicono loro che il giro di nero è di 250 e poi presentano come un successo il risultato di 11 di rilevato, bene, 11/250= 0,44….in soldoni accertano il 4,4% di quello che loro stessi dicono essere il “malaffare”…e come se in una qualsiasi attività economica, un imprenditore avesse una efficienza inferiore al 5%, dovrebbe cambiar mestiere e mi chiedo perché non sia così anche per loro! Qualche finanziere incapace e magari poco limpido per strada e qualche ragazzo in gamba a lavorare scevro di retaggi che stanno oramai anche nelle barzellette. Teniamo presente che dentro quel 5% c’è anche tutta la parte di irregolarità amministrative che vengono rilevate e contestate nelle dichiarazioni, le multe etc etc.. ma questo non viene mai pubblicizzata dai media, destra compresa e quando lo si fa serve a per dire che chi c’era prima aveva fatto di meglio, mentre è il servizio nel suo intimo essere profondamente inefficiente. Quindi bello sarebbe se questi signori veramente andassero a scoprire quei giri, basterebbe che guardassero come si fa alla tv, Striscia la Notizia… la danno ogni sera ! 2- che la politica iniziasse a fare bene i conti e mettere in piedi un progetto di stato e di società che costi come quello tedesco, il 30% del pil e se la gdf verifica sul serio stavolta e scova il maltolto e lo accerta pure, ci sono quei 250 mld in più, vale a dire ( 1500+250)X30% = 525, con gli interessi inclusi. La spending review quindi dovrebbe essere di 850-550= 300 mld…altro che 1% signori cari! Allora si che si sta in piedi, con meno fronzoli, ma si sta in piedi bene, per cui quando si sente dire che non si sa come fare a trovare i 4 mld per l’iva e l’imu e le cosucce varie, bisogna ridere in faccia a questi signori ed alla loro seriosità perché ragionano senza progetto alcuno e come dei grigi ragionieri di periferia e senza voler offendere categoria alcuna. Ma loro non sanno nulla, loro sono riportatori di palla di chi come Saccomanni, all’ombra dell’anonimato è l’anima vera di questa repubblica fallimentare, i burocrati e la ragioneria dello stato che detta le politiche a chiunque vada li, compresi i sacerdoti della religione dello stato per eccellenza, la sinistra. Quando un’azienda va male, se la si vuol far fallire si chiama il curatore fallimentare che la guida alla chiusura secondo le regole. Se ha i conti fuori ordine, un buon controller la può risollevare, ma se invece è fuori mercato, ci vuole la ristrutturazione e la ridefinizione della mission, gli obiettivi, che questa entità si prefigge di cercare e di raggiungere. Questo però non si ottiene solamente cambiando il pilota, ma cambiando la politica e fatalmente spesso, cambiando chi fino a quel momento ha guidato la baracca anche se solo metteva carbone nella caldaia. Si capisce, se per caso ho un briciolo di ragione nelle cose che ho detto, quando anacronistico sia il Berlusconi leader, le sue riforme spot, il suo caso ed il governo che lui ha voluto e la sinistra nei suoi vari risvolti eloquenziali, Renzi compreso. Quanto deleteria è stata per questo paese la politica degli slogan di questi anni, decenni e quanto abbia svuotato le teste già scarsamente raziocinanti di noi italiani. Ed di questo il Berlusconi è stato maestro ed artefice. Se adesso capiterà che questo signore e la sua corte, faranno anche l’ultimo passo, ciò sarà nella logica dell’italianità, delle nostre commedie, della nostra viscerale emotività, ma sarà anche una occasione unica per chiudere col periodo della rivoluzione mancata dalla liberazione al dopoguerra e fino ai giorni nostri e finalmente cercare di costruire degli schieramenti di opinione gestiti non da comici circondati di teste vuote, o da vecchi signori che scambiano la vita politica per uno studio televisivo o da visionari che vendono fumo socialisteggiante che non sta in piedi in nessun modo, ma da gente comune capace di assumersi delle responsabilità, di de-normare il nostro andare a fare la pipì e capaci invece di usare un po’ di buonsenso nel redigere un progetto di nuova Italia capace di funzionare quel tanto che basta per farci vivere civilmente ed in serenità. Cordiali saluti Graziano Brotto

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