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Criminali protetti e vittime condannate!

Egr. Direttore Belpietro, l'ipocrisia oggi è diventata la linea guida. Mi riferisco, nello specifico, ai due ragazzi (criminali) di 17 e 18 anni uccisi a Napoli nei giorni scorsi, alla lagna buonista dei poveri ragazzi, alla escalation della violenza e delle aggressioni su persone innocenti, sulle donne, sui bambini, al bullismo, agli omicidi ecc ecc, tutto questo accade, certo per un decadimento dei costumi, ma soprattutto per una giustizia super annacquata e mollacciona. Anche questa è il portato di un secolo, il XVIII, quello dei lumi e della scoperta dei diritti umani, peccato però che per un malinteso concetto di diritto umano siamo giunti a tutelare e proteggere e , io dico, a legittimare i criminali a totale discapito delle vittime. Non è necessario che mi perda in descrizioni di ciò che accade quotidianamente poiché lo vediamo tutti benissimo. Tutte le cure vanno all'assassino, tutte le scusanti vengono accettate, non era in grado di intendere e di volere, i patteggiamenti, gli sconti e gli abbuoni, perché il carcere è dannoso al suo equilibrio e salute, non rieduca, e compagnia cantando. La vittima non esiste, lei era perfettamente in grado di intendere e di volere, tanto è morta e la tomba gli fa un gran bene. Quel che è anche peggio poi sono le altre vittime dei criminali, i genitori, i figli ecc ecc, questi proprio non esistono. Ora, come abbiamo potuto ridurci così ? Torniamo al 1700 che ha visto tra gli illuminati il grande Cesare Beccaria, gran bravo ragazzo, ha dato vita ad un'opera (praticamente solo quella che tutti esaltano e pochi hanno letto) -Dei delitti e delle pene – in sostanza il patrocinio del criminale. Ma il santo Beccaria la pensava veramente così? Macché, lui predicava così, ma poi razzolava malissimo poiché subendo il furto di un prezioso orologio e sospettando di un servitore, chiese alla polizia che venisse torturato per fargli dire la verità. Che bravo ragazzo! Questo fatto è testimoniato da personaggi illustri come Foscolo e Byron. In altra sua opera – Sulle miniere – del 1773 suggeriva di cacciare in fondo alle miniere i criminali e non la brava gente, poiché i forzati costavano meno di un uomo libero. E poi, ancora sulla proibizione del porto delle armi da fuoco per difesa personale la pensava così : …..Le leggi che proibiscono di portare armi sono leggi di tal natura; esse non disarmano che i non inclinati né determinati ai delitti, mentre coloro che hanno il coraggio di poter violare le leggi più sacre della umanità e le più importanti del codice, come rispetteranno le minori e le puramente arbitrarie, e delle quali tanto facili ed impuni debbon essere le contravvenzione, e l'esecuzione esatta delle quali toglie la libertà personale, carissima all'uomo, carissima all'illuminato legislatore, e sottopone gli innocenti a tutte le vessazioni dovute ai rei?.....Che dovremmo pensare?

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