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La troppa tolleranza di Berlusconi aiuta ancora oggi il PD

La troppa tolleranza di Berlusconi aiuta ancora oggi il PD L'uomo è braccato. Ormai è all'angolo. Resta solo attendere il morso finale. Silvio Berlusconi o è stato troppo buono, o si è fidato di consiglieri incapaci. Già nel primo governo dell'Ulivo Forza Italia si prestò ad aiutare un Prodi destinato alle dimissioni per il voto contrario alla fiducia chiesta per la guerra in Albania, 1997, del suo alleato Bertinotti. Caduto per altre ragioni, Prodi, fu eletto presidente della Commissione Europea con i voti determinanti degli europarlamentari di Berlusconi. Lo stesso Berlusconi accettò, da primo ministro in carica, di sciogliere anticipatamente le camere nel 2006, su richiesta delle opposizioni, per consentire a chi avesse vinto le nuove elezioni di eleggere il presidente della Repubblica; avrebbe potuto farsi eleggere dalla sua maggioranza... Vinse l'Ulivo 2 e fu eletto Giorgio Napolitano... Altri errori clamorosi da parte di Berlusconi furono quelli di insistere nelle alleanze con Casini e Fini. Avrebbe vinto senza di loro, gli garantì la sopravvivenza politica, ottenne in cambio il blocco delle riforme, e una serie di tradimenti e agonie senza fine. La Giustizia, così difesa dai suoi alleati, assieme agli obbrobri della nostra Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura, ha potuto guidare le azioni politiche della maggioranza Berlusconiana, decidendo, abusivamente, di volta in volta quali leggi disapplicare se non addirittura abrogare. Una per tutte quella sul reato di clandestinità: legge in uso in Germania, Francia, Inghilterra e Spagna, che permette di facilitare le espulsioni, e regolarmente non applicata in Italia in barba alle decisioni della sovranità parlamentare. Seguirono centinaia di perquisizioni nelle sue aziende, da un apparato che non mosse un dito per evitare ad esempio il crac storico della Parmalat che colpì i risparmiatori italiani con danni superiori agli allora trentamila miliardi di lire... Il tribunale di Milano ha lavorato anni, ignorando le priorità vere d'Intervento giudiziario, per colpirlo sulla sua discoteca casalinga. Non si capisce come mai lo stesso tribunale tolleri il fatto che a Milano ci siano chissà quante prostitute minorenni, magnaccia violenti, e "padri di famiglia" che le frequentano, e non interviene. Interviene però a casa di Berlusconi.  Negli ultimi due anni ha consentito a Monti e Letta di governare senza il voto popolare. Il risultato è che il nostro Paese è fallito, incapace di creare nulla se non mortificando anche il buono che c'era. Governi che hanno bloccato le attività dei Comuni, impossessandosi addirittura delle loro tesorerie. Il Partito Democratico, perdente per le sue proposte che nulla hanno a vedere con le politiche operaiste di Berlinguer e Lama in quanto concentrato su moschee, gay pride, matrimoni gay e immigrazione senza regole, sopravvive sulle disgrazie procurate a Berlusconi. Fortuna vuole che anche quando il logoramento di Silvio è ai massimi livelli la reazione dei cittadini contro un futuro Ulivo 3 lo premiano.  In queste ore il PD ha deciso di farsi del male perchè ha promesso ai militanti di far fuori Berlusconi. Poco importa se la Giunta per le elezioni è sovrana nelle decisioni, o se facendo degli approfondimenti si garantirebbe a Letta almeno un altro anno di governo, macchè, vogliono eliminarlo subito, anche se i sondaggi indicano la proposta politica di Silvio più apprezzata della loro... Berlusconi deve smetterla di regalare la RAI al PD che la monopolizza parlando del loro futuro congresso per ore ogni santo giorno, cose mai viste nemmeno ai tempi di Ceausesco dittatore in Romania. Se nei telegiornali si discutesse meno del Renzi di turno, e di più sulla disoccupazione, sul potere di acquisto delle famiglie e sulle opere pubbliche che gli integralisti della sinistra non vogliono, sarebbe un'altra storia. Stiamo a vedere se il masochismo di Berlusconi lo condurrà o meno verso l'ennesimo inchino nei confronti dei suoi nemici. Spero di no, altrimenti anche la Lega Nord dovrebbe assumere le proprie decisioni, che non devono essere certo attendiste. Luciano Dussin

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