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Papa Francesco scrive a Repubblica

“La Repubblica” dell’ 11 settembre 2013 pubblica, in prima pagina, la lettera che Papa Francesco ha scritto al Dott. Scalfari, in risposta alla lettera da quest’ultimo indirizzategli, dalle pagine dello stesso giornale il 7 luglio, contenenti sue personali riflessioni, successivamente arricchite, con lo stesso mezzo, il 7 agosto. Ciò che mi ha particolarmente colpito è il titolo, attribuito a tale lettera: “ La verità non è mai assoluta, Francesco”; il concetto è, poi, vistosamente ribadito a pagina 4, ove, a tutta pagina e virgolettato, appare il titolo “Anche per chi crede la verità non è assoluta non la possediamo, è lei che ci abbraccia”. In altri termini, con tale titolo si preannuncia, in modo inequivocabile, la tesi che Papa Francesco sosterrebbe nella lettera, secondo cui non esisterebbe una verità assoluta ma, quindi, solo una serie di verità relative e soggettive! Invero, al riguardo, Papa Francesco, nella lettera indirizzata al Dott. Scalfari, ha testualmente affermato: “il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede…….io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verità assoluta, nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione. Ora, la verità, secondo la fede cristiana, è l’amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Dunque, la verità è una relazione! Tant’è vero che anche ciascuno di noi la coglie, la verità, e la esprime a partire da sé…..Ciò non significa che la verità sia variabile e soggettiva, tutt’altro…..Dunque, bisogna intendersi bene sui termini e, forse, reimpostare in profondità la questione……” Papa Francesco, pertanto, a differenza di quanto vorrebbe far credere il Dott. Scalfari (e che, certamente, non è di buon auspicio “per intavolare quel dialogo sereno e costruttivo” che Papa Francesco auspicava all’inizio della sua lettera), non ha mai sostenuto che “anche per chi crede la verità non è assoluta”, sconfessando quanto, al riguardo, ha sempre sostenuto la Chiesa Cattolica e che, cioè, “l’uomo, per natura, ricerca la verità. Questa ricerca non è destinata solo alla conquista di verità parziali, fattuali o scientifiche; egli non cerca soltanto il vero bene per ognuna delle sue decisioni. La sua ricerca tende verso una verità ulteriore che sia in grado di spiegare il senso della vita; è perciò una ricerca che non può trovare esito se non nell’assoluto. Grazie alle capacità insite nel pensiero, l’uomo è in grado di incontrare e riconoscere una simile verità.” (Papa Giovanni Paolo II, enc. “Fides et ratio”, cap. III, nn. 28-35, “I differenti volti della verità dell’uomo”).

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