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Lettera aperta di unione movimenti liberazione al governo del non fare!!!

Caro Governo Italiano il Popolo tutto è stanco delle favole che raccontate!Oramai vi arrampicate sugli specchi. Ma i cittadini non sono più ingenui e analfabeti, grazie a chi fa vera informazione oggi tutti sanno tutto, ora non potete più pretendere di non tenere in considerazione ciò che il Popolo desidera e richiede. Non potete più nascondere i vostri scheletri!Sappiamo tutto! C’era un gioco di noi bambini, che si chiamava “dire, fare, baciare, lettera, testamento…”. Mi ci fa pensare il Governo delle larghe intese, l’unico possibile come si dice, credo per rinforzarlo. Del dire di sicuro lo è. E una vergogna ,ma non ha pensato il governo a persone che si possono ammalare gravemente e non possono più lavorare? E con che cosa vivono di aria?Menomale che dovevano dare più lavoro ai giovani, ma come fanno se i vecchi sono al lavoro? Questo governo ha pensato solo a raddrizzare le banche ,non certo al popolo italiano. C’è tra cittadini e potere un circuito di corresponsione e contaminazione irrimediabile. L’evoluzione o involuzione di un popolo procedono di pari passo con l’evoluzione o l’involuzione dei suoi governanti, dei media, dei mentori, della classe politica, degli esempi di vita e impunità del potere ovunque esso si insedi dai gradi più bassi della piramide sociale fino ai vertici più alti, secondo la legge per cui in un organismo corrotto nei suoi centri di comando si corrompe alla fine ogni cellula. Siamo immersi in un processo profondo e martellante di diseducazione indiretta che ci plasma e ci foggia a somiglianza delle immagini pessime proposte dai media, dal governo, della televisione. La democrazia in Italia doveva nascere nel ’48 ma non ha mai aperto gli occhi. Quella Costituzione che era una delle più belle del mondo non è mai stata realizzata. E ora si tenta di eliminare anche i suoi enunciati ideali per farne lo zimbello della classe al potere e piegarla ai suoi capricci transitori. Questo è un processo distruttivo progressivo di ogni valore e diritto che porta alla morte totale. Il tutti contro tutti non fa bene all’Italia ho sentito spesso “L’Italia è il paese che amo”, “prima di tutto viene l’Italia”, “orgoglio italiano” ;sono alcune tra le parole d’ordine che sono provenute dal mondo politico della destra,della sinistra, del centro ,in tutti questi anni; ma sono tutte parole false , pura ipocrisia. Schermo nobile, l’amore per il paese, per nascondere, corposi interessi , ambizioni personali,logiche di parte la discesa in campo di molti politici o industriali sono esempi di ingressi in politica fondati su interessi personal/aziendali da difendere, ammantati di tricolore, così come il mantenimento in vita di un apparato di partito senza identità , proprietà di un gruppo di oligarchi, come il PD, è l’ esempio di una somma di ambizioni personali, dipinte con i colori dell’ amor di patria. Gli italiani sono un popolo pieno di difetti; sono furbi, con poco senso senso delle stato,abituati a darsi -da soli- un’idea accettabile di legalità , 50 milioni di commissari tecnici. Ma gli italiani sono anche capaci di incredibile generosità ed altruismo, e sono –soprattutto- leaders mondiali nello stile, nella creatività, nella capacità di costruire il bello, nella produzione di cibo di qualità; un paese che ha un popolo così eccezionalmente capace di lavoro, che possiede la metà del patrimonio culturale dell’ intera umanità, che ha Roma,Firenze ,Napoli e Venezia, come può essersi ridotto così ? Deve essere stato guidato davvero male ,deve avere avuto cioè una classe dirigente,assolutamente non all’ altezza del compito! Le origini politiche di questo “difetto di buona leadership” derivano da lontano,“dal nostro passato”, e soprattutto da una “Casta “ Inconsapevole Il dibattito Nazionale si divide tra le vicende vaticane, l’ingovernabilità, Grillo, il semestre bianco della Presidenza della Repubblica e chi sarà la lepre e chi i cani nella corsa al Campidoglio. Ormai siamo nelle giungla. Quando il popolo ha fame taglia la testa al re e qualcuno ci guadagna sempre; in questo caso lo share e la tiratura della carta stampata. Abbiamo sentito discutere, con molta ipocrisia, del finanziamento pubblico ai Partiti. In tutto questo, come al solito, ci si dimentica del popolo che taglia la testa al re. Ci si dimentica dei lavoratori dell’ILVA, ci si dimentica del 35% di disoccupazione giovanile. Questo dato è basato sulle liste di iscrizione al collocamento, dove dubito che tutti i giovani di questo paese siano iscritti, quindi un dato tendenzialmente falsato in difetto. Chi ne fa le spese, quindi, sono sempre gli stessi. Vorrei, per un secondo, immaginare una Italia in cui i partiti si debbano auto-finanziare: cosa succederebbe? Ogni Partito – Movimento – Lista cercherebbe dei finanziatori privati, cioè detentori di grandi capitali pronti a sovvenzionare un sistema di persone, corde e cordate, legati da un simbolo, con il fine di sedersi comodamente dentro palazzo Chigi. Quali sarebbero le conseguenze più immediate? Chi in Italia si può, oggi, permettere di sovvenzionare, in maniera più o meno pesante, un partito? Un giornale? Partendo dal dato che il 10% delle famiglie detiene il 50% della ricchezza in Italia, si può facilmente desumere che solo quel 10% potrebbe, nel bene o nel male, investire soldi nella politica e che, di conseguenza la politica, la democrazia, le decisioni, la sorte del restante 90% delle famiglie dipenderebbe non da un voto democratico, non da ciò che la nostra Costituzione prevede, ma da quello di cui quel 10% ha bisogno. In questo contesto, per i detentori di ricchezza, il finanziamento ad un partito o movimento non sarebbe altro che un investimento in quanto i soldi “investiti” sarebbero ampiamente recuperati con appalti, candidature a Camera o Senato oppure incarichi pubblici molto redditizi. dato si evince chiaramente se guardiamo ad un partito formato da imprenditori, banchieri alti dirigenti privati e persone che vanno ricompensate (con un posto in Parlamento o in Consiglio Regionale), per i loro servigi resi al “capo”. Il finanziamento ai partiti è, quindi, un falso problema: il problema vero è il livello di questi finanziamenti e come essi vengono utilizzati. Stranamente, quando si parla di sperpero di danaro pubblico, non si parla mai degli stipendi di dirigenti (nemmeno tanto alti) dello stato. Non si parla di meccanismi assurdi che producono pensioni esorbitanti e di enti, finanziati dallo stato, che elargiscono stipendi da favola ai loro dipendenti. Quello che è peggio e che questa fascia di persone non viene toccata! Si chiedono sacrifici solo a pensionati, operai ed impiegati. Come se i conti dello stato non tornassero per loro colpa e non per lo spreco che viene fatto dei soldi pubblici. Credo che questa sia solo la punta di un ice-berg. Povera Italia cosi bella e cosi distrutta ……………………. Domenico Marigliano coordinatore politico unione movimenti liberazione Ferrara

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