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Lettera di Papa Francesco a Scalfari

"La questione, per chi non crede in Dio, sta nell'obbedire alla proprio coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire". Queste sono alcune delle parole pronunciate da Papa Francesco in risposta alle domande di Eugenio Scalfari, il Papa degli atei e dei laici più spietati ed intransigenti. Non a caso proprio il suo giornale, "Repubblica", in questi ultimi anni ha portato avanti, quasi fossero una ragione di vita, attacchi spietati, senza alcun risparmio di coltpi, contro Benedetto XVI, il Suo Pontificato e la Chiesa in generale. Ora, da questa risposta del nuovo Papa, che, insieme alla negazione dell'esistenza di verità assolute anche per i cattolici ha praticamente messo in confusione la fede di migliaia di persone (i dogmi, di fatto, sono verità assolute e non credere ad essi significa demolire le fondamenta della religione Cattolica!), si evince che anche chi non crede e, tanto per fare un esempio, pratica coscienziosamente l'aborto, può (senza confessarsi e pentirsi seriamente? - parole queste omesse nella risposta di Francesco!) conquistare il perdono e la misericordia di Dio... Ma davvero il GENOCIDIO DI MILIONI DI VITTIME INNOCENTI può essere perdonato da Dio se non vi è il pentimento di quanti lo hanno praticato? Davvero si può dire ad un medico senza fede che, se ha praticato l'aborto secondo la propria coscienza, non ha commesso peccato? Dato che i miei genitori mi hanno trasmesso il dono della fede cattolica, facendomi frequentare fin da bambino perfino le scuole cattoliche, di fronte ai contenuti della lettera del Papa scritta ad Eugenio Scalfari, mi trovo in evidente difficoltà, poiché tutto ciò che mi è stato insegnato e trasmesso ora è come se non esistesse più, poiché il Papa ha spiegato non solo che è possibile il contrario, ma lo ha addirittura negato! ("Per cominciare io non parlerei nemmeno per chi crede di verità assoluta"...). Qualche sacerdote, teologo, insegnante di religione... può gentilmente provare a fornirmi qualche spiegazione, delucidazione, risposta a queste mie perplessità? Grazie... Antonio Nalli

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