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Competitività e ricerca.

L’Italia nella classifica della competitività è scivolata in basso di 7 posizioni: è al 47° posto. Al vertice di questa speciale classifica c’è anche quest’anno la Svizzera. Che non a caso investe molto nell’innovazione e nella ricerca scientifica ben collegata con il tessuto produttivo. Le cause della nostra mancata competitività, è vero, sono molteplici ma è certo che il nostro Paese arretra sempre più nelle classifiche internazionali della competitività perché investe poco nella ricerca . Pertanto per la nostra struttura produttiva, caratterizzata da una miriade di imprese di ridotte dimensione, con difficoltà nell’ innovarsi, si rende indispensabile l’investimento pubblico accanto a quello privato. Comunque molto si può fare, A mio avviso proprio l’Università, in sinergia con il mondo industriale e produttivo , dovrebbe favorire la ricerca e l’innovazione. A parole molti, in questi ultimi anni, hanno sottolineato l’importanza strategica della ricerca e formazione universitaria. Ma ora è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti. Gli investimenti in detto settore sono indispensabili se si ha a cuore lo sviluppo, la produttività e la competitività del nostro paese. Angelo Ciarlo

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