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A Roma i bambini disabili NON DEVONO andare a Scuola

Caro Direttore, sono il papà di un bimbo disabile gravissimo, al quale con mille difficoltà essendo anche una famiglia numerosa, riusciamo ad organizzare tutto il mondo che ruota attorno a lui (dall’Assistente Educativo, all’infermiera della ASL che è necessaria a Scuola per la sua alimentazione, al cibo appositamente da noi preparato ogni mattina, fino ai pannolini e addirittura alla bottiglietta d’acqua non fornita dalla mensa) per permettergli di frequentare, come da Diritto sancito dalla Costituzione, la Scuola Materna. Quest’anno, il trasporto Disabili è passato come organizzazione dal Municipio al Comune di Roma che ha attrezzato direttamente tutto il trasporto in tutta Roma, gestendolo in modo scandaloso con autisti e assistenti sempre diversi, creando gravi problemi di interazione con i bimbi disabili che, come è facile immaginare, hanno bisogno di punti di riferimento fissi ai quali affidarsi e sentirsi sicuri. Peccato però che oltre ad essere stato pianificato tale trasporto per gestirli come i ‘pacchi’ di un corriere, i risultati rasentano la denuncia penale (Interruzione di Pubblico Servizio) in quanto il bimbo anche questa mattina non ha potuto frequentare la scuola per la mancanza del pulmino in oggetto. Le chiedo e mi chiedo, se i Disabili, categoria tra le più deboli, è gestita come un fastidio o come un problema da mandare avanti alla bell’e meglio, cosa ci dobbiamo aspettare per il resto dei cittadini Romani che disabili per loro fortuna non sono? La civiltà di una Nazione si vede dal rispetto dei più deboli. Grazie se la vorrà pubblicare. Adriano Kapelj

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