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Il Paese dei Corsari

Il paese dei Corsari. Ricordo con piacere il viaggio Civitavecchia-Olbia dell’Agosto 2004. Dopo la brutta esperienza dei viaggi con la compagnia “Tirrenia”, mi decisi a cambiare la compagnia e scelsi la Moby Lines ( anche se con una certa apprensione dovuta al nefasto episodio della Moby Prince ) che offriva lo stesso servizio a prezzi molto contenuti. Tutto perfetto: partenza e arrivo in orario; operazioni imbarco e sbarco veloci; servizi impeccabili. Pensai: “ evviva l’iniziativa privata! “ Agosto 20013, dopo nove anni mi sono deciso di tornare in Sardegna. Per il buon ricordo che ho scelgo la Moby Lines, sorpresa! I prezzi sono raddoppiati ( se non triplicati ). Mii rassegno all’evidenza in quanto non vi sono alternative valide. La nave si chiama Moby Tommy, partenza da Civitavecchia prevista ore 15 del 14/08/2013 . Altra sorpresa! La partenza effettiva avviene alle 17, in un caos che ricorda le partenze con la “Tirrenia”. La nave viene caricata all’inverosimile. Non credo ai miei occhi: tutti gli spazi comuni disponibili come sedie dei bar, poltrone del teatro, tavoli dei ristoranti, scale, sottoscale, corridoi, sono occupati stabilmente dai passeggeri! Per fortuna avevo preso una cabina e il mio posto era assicurato. Faccio fatica a raggiungere il bar per prendere un caffè. I prezzi sono da Casina Valadier, il servizio peggiore della Caritas, ma la cosa più sconcertante è il numero di cani, grossi e piccoli, che circolano per la nave senza museruola. Non mi ricordavo di una cosa simile, oltretutto i cani sono sdraiati insieme ai loro proprietari sulle moquette del pavimento della nave! Mi viene il dubbio che la cosa non sia “ normale “ in quanto ne va sia dell’igiene che della incolumità dei passeggeri. Esco sul ponte della nave e vedo due cani che fanno i loro bisogni dove ritengono più comodo! Non è possibile! Chiedo delucidazioni prima a qualche membro dell’equipaggio. Sono tutti di origine campana e il massimo di risposta che ricevo è un suono incompressibile seguito dalla fuga strategica dello stesso. Mi decido ad andare a cercare un ufficiale. Questa volta mi fingo un giornalista che chiede le ragioni di questo scempio. Credo di avere giustizia, ma non ho fatto i conti con la naturale propensione dei campani per la sceneggiata: l’ufficiale si trasforma davanti ai miei occhi in un novello “ Mario Merola “ e inizia a declamare ad alta voce le varie ingiustizie che deve sopportare la ditta da parte della stampa ( parla, anzi urla, dei guai subiti da parte della Moby per la morte di un cane ). Si fa un capannello di stranieri interessati alla recita fuoriprogramma. Me ne vado con la coda in mezzo alle gambe senza una risposta. I guai non erano finiti in quanto la nave per recuperare parte del ritardo viene fatta viaggiare a una velocità fuori dalla norma. Il rimedio si è rivelato peggiore del guaio, in quanto furono cinque ore passate come dentro un frullatore che vibrava da tutte le parti. Qualcuno a questo punto dirà: “ Bè, c’è stata buona volontà di recuperare.“. Non si illuda il lettore: “ La fortuna non sorride agli inetti”. I calcoli fatti col pallottoliere dal capitano della Tommy non sono serviti a nulla in quanto a Olbia la nave si è dovuta fermare fuori dal porto per mezz’ora, in quanto in quel momento dovevano uscire altre navi. In quelle cinque ore passate nello Shaker, mi è venuto da pensare alla nostra povera Italia dove le uniche aziende che reggono sono quelle Corsare ( penso alla FIAT alle acciaierie ILVA etc. ) dove i soliti furbi navigano in questo mare di leggi fatte apposta per essere disattese. Leggi fatte da una miriade di parassiti ( leggi PARTITI ) che attaccano il tessuto sano della società per renderlo lebbroso e bisognoso dei loro servizi. Parassiti che eludono ogni legge per assecondarla al loro insaziabile appetito. La Moby Lines come la Tirrenia? niente paura, come per l’ALITALIA arriverà una cordata di parassiti che la comprerà con i nostri soldi e allargherà la voragine dei conti pubblici. Bertolami Ugo

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