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Bertolucci

Leggo su un articolo del Corriere della Sera di oggi che Bernardo Bertolucci , durante una lezione magistrale tenuta in Francia, ha deliziato la platea con il racconto di un gustoso aneddoto. Pare infatti che mentre lui e Marlon Brando stavano facendo colazione imburrando i loro toasts una mattina di tanti anni fa, gli venne in mente (con una stupenda e creativa associazione di idee degna di un regista di fama internazionale qual’e’) di girare la famosa scena del burro con successiva sodomizzazione. Apprendiamo poi sconcertati che per renderla piu’ credibile decisero di non informare l’attrice di quanto sarebbe avvenuto, evidentemente certi del fatto che trattandosi di una “ragazza molto giovane che voleva fare cinema a tutti i costi” non se la sarebbe presa piu’ di tanto. Naturalmente la scena e’ stata utile al film, come sottolinea lui, perche’ l’interpretazione della ragazza fu realistica al punto di farla piangere e urlare come qualsiasi altra donna avrebbe fatto in quella situazione. Peccato che questa ragazza divenuta poi donna e scomparsa due anni fa, non fu cosi’ docile e comprensiva, e possiamo immaginare in che stato d’animo abbia dovuto affrontare due maturi mostri del cinema sempre pronti a battersi per i diritti civili e per le minoranze oppresse, salvo poi calpestare disgustosamente quelli di una persona che lavorava con loro in uno stato di chiara sudditanza. Chissa’ infatti se Bertolucci si sarebbe permesso di architettare lo stesso scherzetto a Brando, un uomo affermato e maturo, certamente in grado di filtrare (che significhera’ lo sa solo Bertolucci) il significato di questa “avventura.”, come la definisce lui. Bertolucci non avra’ forse commesso niente di penalmente rilevante, come tiene a precisare, ma moralmente e’ peggiore di quegli imprenditorucoli di provincia che approfittano del loro piccolo potere per toccare le cosce alla segretaria che ha bisogno di lavorare. Primo perche’ cultura e sopraffazione non dovrebbero convivere, e secondo perche’ l’abuso su Maria Schneider fu proiettato in tutte le sale cinematografiche del mondo . Alla segretaria almeno questa umiliazione viene risparmiata. Paradossalmente fu la Schneider ad essere attaccata furiosamente dalle femministe dell’epoca, mentre quelle di oggi, sempre pronte a strapparsi i capelli per le battute sessiste di Berlusconi, tacciono. Complimenti al regista e a loro per averci fatto capire come fare una porcata fregiandosi di essere un artista possa essere giustificato. Resta il discorso sull’uomo, che artista o no, e’ responsabile dei suoi comportamenti come chiunque altro

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