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Chi giudica chi giudica?

Mi piacerebbe sapere chi giudica chi giudica e chi giudica il giudizio di chi ha giudicato. Sic et in infinitum. Poniamo che il termine ultimo sia per l’appunto l’infinito, l’Assoluto. L’Assoluto è, in quanto Assoluto, non giudicabile, cioè non vi può essere un grado di giudizio ulteriore al Suo, che è, come detto, quello Assoluto, dell’Assoluto, e in quanto Assoluto, ultimo, definitivo. Torniamo sulla terra e chiediamoci: il giudizio della Corte (Sprema) di Cassazione può essere considerato definitivo, ultimativo, Assoluto? La risposta è, ovviamente, no. No, perché per essere Assoluto dovrebbe presupporre l’infallibilità del giudizio, prerogativa che è solo dell’Assoluto, cioè di “tutto ciò di cui non si può pensare il maggiore”, come diceva Anselmo D’Aosta. No, perché, non essendo Essa, come poc’anzi appurato, il termine ultimo, anche il giudizio della Corte (Suprema) di Cassazione va soggetto allo stesso giudizio di cui la stessa Corte (Suprema) di Cassazione si serve per giudicare, ovvero il giudicante che viene a sua volta giudicato. No, perché avendo dopo di sé un alto numero di gradi Superiore a quello che Essa rappresenta, non può fungere da termine ultimo, da infinito. Sicché chi giudica chi ha giudicato? È, una qualsiasi sentenza, raggiunta seguendo tutte le normative giuridiche, certa, infallibile, Assoluta? No, non può esserlo. Perciò quando apostrofiamo qualcuno o lo incriminiamo o cerchiamo di eliminarlo dalla scena politica in forza di una Sentenza emessa dalla Corte (Suprema) di Cassazione, dovremmo prima andare a ritroso, tornare in cima al lunga catena di giudice-giudicato, e da lì soffermarci a pensare a quanto sia labile qualsivoglia giudizio che non venga dall’Assoluto stesso ma da un grado di giudizio infinitamente, quello sì, più basso. David Polo. Filosofo.

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