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L'Italia è una repubblica fondata sul...

Gentile Direttore; voglio raccontarLe la mia storia da giovane e piccolo imprenditore, e tentare di far luce sull'omicidio di Stato che si è compiuto nei confronti del mercato delle sigarette elettroniche. Nel farlo voglio complimentarmi con la sua testata, che è stata una delle poche a gridare allo scandalo di questa legge. Ma veniamo a noi. Un anno fa ho scelto di investire nelle sigarette elettroniche. Gli affari andavano bene, i clienti erano contenti e soddisfatti. Poi sono arrivate le prime bordate giornalistiche, attacchi senza nessun fondamento scientifico, polemiche scatenate ad arte per uccidere il mercato. Titoloni sui giornali e servizi televisivi riportavano studi che analizzavano prodotti scadenti e di importazione irregolare, ben guardandosi dallo specificarlo. Le vendite hanno così iniziato a vacillare. Abbiamo resistito pensando stupidamente che all'ignoranza si risponde con la verità, e questa ha cominciato a venire a galla. A fianco di questi attacchi strombazzati da testate e siti web si sono piano piano levate le voci di professori ed esperti, che hanno assicurato e difeso la bontà del nostro prodotto. "Una straordinaria opportunità di salute pubblica" ha dichiarato ieri il professor Riccardo Polosa; "La sigaretta elettronica è innocua" ha sostenuto a più riprese il professor Veronesi. L’European Society of Cardiology decretava che non crea danni al sistema cardiocircolatorio. Ovviamente i giornali si sono ben guardati nel parlarne con gli stessi toni con i quali avevano affossato il prodotto, ma almeno abbiamo avuto la possibilità di spiegare ai nostri clienti come stessero realmente le cose. Poi in una calda mattina d'estate arriva la mazzata finale, sotto forma di una legge: Decreto Lavoro ed IVA. Ecco cosa contiene il decreto, già pubblicato in Gazzetta ufficiale e che sarà operativo dal 1° Gennaio 2014. 1- Le sigarette elettroniche sono soggette ad un’imposta di consumo pari al 58.5%. Il che non vuol dire che i prezzi finali aumenteranno del 58.5%, ma di ben più del doppio. Per comprendere di quanto basta dividere il prezzo che si paga ora per 0.415. Quindi un liquido da 10 euro verrà a costare 24.10 Euro, un kit da 50 Euro 120.50 Euro. Che cosa significhi aumentare i prezzi di due volte e mezzo in un mercato già in contrazione è semplice anche per chi non ha una laurea in economia. Significa uccidere il mercato. Il ragionamento è semplice: tu fumavi e ora svapi? Benissimo, continuerai a pagare le tasse. Per la cronaca la Svizzera ha deciso un anno fa di detassare le e-cig, considerandole una sana alternativa al fumo. 2- I rivenditori dovranno iscriversi ad un registro, e versare dette imposte in anticipo. Anche questa leggetela come chiusura dei punti vendita. Non riesco ad immaginare chi decida di investire altri soldi anticipando le imposte in un mercato che sta per essere ucciso. So per certo chi non lo farà: io. 3- Divieto di fumo nei locali pubblici, come per le sigarette tradizionali. Non fa nulla che lo svapo passivo non esiste, che tutti gli studi dimostrino che svapando non si danneggia chi ci sta intorno. Il grande capo ha deciso così, e così sarà; non vorremo mica incentivare l'utilizzo di questa "Straordinaria opportunità di salute pubblica"? Tutti fuori a svapare con i veri fumatori, così magari un po' di fumo passivo oltre a danneggiarci ci richiama al fascino mortale delle sigarette tradizionali... 4- Divieto di pubblicità. Chi è così pazzo da voler investire in pubblicità in un mercato che sta morendo? La domanda è giustissima, ma considerate chi ha appaltato un cartellone pubblicitario per cinque anni. Lo dovrà tenere vuoto, o se vorrà disdirlo pagare delle pesanti penali. Tutto questo, a detta dei nostri bravi politici, porterà alle casse dello stato parte dei soldi persi dal calo delle vendite delle sigarette tradizionali. Cazzate. Con questo decreto pazzo e scellerato, con il quale tasseranno il vapore acqueo e delle batterie, non solo non porteranno a casa un euro (altro che i 117 milioni preventivati), ma perderanno anche quello che i negozianti pagano attualmente: iva, dazi doganali, contributi sui dipendenti. Si troveranno in breve tempo a dover fare i conti con i disoccupati di questo settore (circa 4000 persone), elargendo a questi sussidi o altre forme di assistenza. Anche perché dopo questa esperienza trovo difficile pensare che uno solo di questi piccoli imprenditori decida di investire ancora nel nostro ridente paese (nel senso che ride, di noi). Poi parliamoci chiaro, di questi piccoli imprenditori ben pochi erano investitori con un capitale da far fruttare: prima di aprire il loro piccolo negozietto molti dei proprietari erano disoccupati. Gente che al posto che piangersi addosso e chiedere sussidi ha deciso di investire il TFR, o chiedere un prestito ai genitori, o un mutuo a una banca. Il tutto per poter avere un'attività che li permettesse di vivere con dignità. Gente che dovrebbe essere presa come esempio, tutelata e incentivata. Purtroppo l'Italia è il paese in cui le sanguisughe ed i paraculo vincono, e la gente con le palle viene castrata il prima possibile. Chi se ne frega? Già, chi se ne frega, i conti dello stato vengono prima di tutto. Mi sono illuso che il tentativo della legge fosse proprio quello di tenere i conti in ordine, e che una legge nata storta fosse il frutto solo di ignoranza ed imbecillità. La stessa imbecillità che porta a coprire minori entrate con altre tasse, ed a cui ci hanno abituato da anni. E' come se una famiglia si ritrovasse con una spesa imprevista; e per affrontarla anziché disdire l'abbonamento a sky decidesse di andare a rubare, o di mandare la figlia a prostituirsi. Ma non ho mai creduto nella stupidità assoluta, anche un imbecille completo si rende conto che una legge del genere non può portare nessuna maggiore entrata, ma soltanto l'annientamento dell'unico mercato che creato posti di lavoro e benessere negli ultimi anni. Mi sono quindi ricordato il motivo per il quale si fanno delle scelte; il principe di tutti i motivi: i soldi. Mi sono chiesto: con l'entrata in vigore di questa legge, chi ci guadagna? Non lo Stato, che perderà entrate tributarie certe, non i produttori che vedranno chiudersi un mercato, non i cittadini che perderanno una valida alternativa al fumo. Non trovando chi ci avrebbe guadagnato ho ribaltato la domanda e mi sono chiesto: senza questa legge, chi ci perde? Mi sono quindi tornati alla mente alcuni servizi televisivi su tabaccai sul piede di guerra, che scrivevano cartoline a sottosegretari e ministri, che lamentavano diminuzioni di vendite delle sigarette tradizionali imputandole sia al contrabbando che alle sigarette elettroniche. Ho identificato quindi i promotori della legge (stiano tranquilli, sono ben al di sopra delle mie legittime ambizioni di giustizia, a meno di non incontrarli in qualche strada buia e non scortati) ed ho scoperto che sono di due schieramenti diametralmente opposti, ma entrambi intimi con la FIT (Federazione Italiana Tabacchi), dalla quale hanno ottenuto più di un contributo. Per scrupulo sono andato sul loro sito internet, dove in prima pagina spicca un editoriale entusiastico per questa loro conquista, difendendo a spada tratta i loro compagni di merende promotori della legge. Sorpreso? Non tanto. Rassegnato semmai. Forse non è stupidità, forse non è ignoranza. Forse è il solito vecchio rumore di soldi e favori. Curiosando on-line ho scoperto che le major dei tabacchi hanno acquistato grossi stabilimenti di produzione di sigarette elettroniche in Cina, e che si apprestano a lanciare il proprio prodotto nel 2014. E chi se non i tabaccai possono essere i fidati distributori di quella che presenteranno come una novità ed una "straordinaria opportunità di salute pubblica?". Ecco allora che vincono tutti quelli che devono vincere: le lobby, i tabaccai ed i loro compagni di merende ingrassati a dovere. Anche lo Stato, a cui della salute pubblica frega molto meno che delle accise pagate sulle sigarette tradizionali, che superano di gran lunga le spese sanitarie dovute al fumo. Tutto legittimo, per carità, ma almeno abbiate la decenza di dichiararlo apertamente. Da italiano preferisco pensare di essere governato da una cricca di furbastri senza onestà che da un'accozzaglia di completi cretini. Non è questione di destra o sinistra, questa legge l'hanno votata tutti in nome di una corrente trasversale: il denaro, la tutela dei poteri forti. Non storcete il naso, anche io prima di vivere questa esperienza credevo nella favoletta della democrazia, e sorridevo alle ipotesi di complotti e poteri oscuri che condizionano le scelte di chi ci governa. La piccola esperienza che ho avuto in amministrazione comunale ha rafforzato questa credenza, portandomi a pensare che la buonafede ed il perseguire il bene comune fossero prerogative di tutti i livelli amministrativi. Purtroppo non è così. Difendete i vostri sindaci e gli amministratori locali, sono l'ultimo baluardo di democrazia. E ringraziateli, per uno stipendio ridicolo ed un immenso senso civico prendono offese e bastonate. Questa storia mi ha insegnato che l'Italia è un paese malato, in cui si è persa la dignità ed in cui investire è prima di tutto una sciocchezza. Governato da gente miope e sorda, senza distinzioni politiche. Schiavi delle lobby, siano esse economiche o di classe. Ma soprattutto questa storia mi ha dato un obbiettivo, per il quale combattere durante i prossimi anni. La rivoluzione? Un nuovo ordine sociale? Lo smantellamento delle istituzioni? Siamo seri; non sono un eroe, il mio obbiettivo è molto più semplice ed egoistico. La cittadinanza Svizzera. E affanculo tutto il resto. RS P.S. Per chi si preoccupa per me, non ne ha ragione. Grazie a Dio lavoro in un'azienda seria in un paese serio; e posso considerare le sigarette elettroniche solo come un investimento economico, non come l'attività che mi sfama. Purtroppo non è così per tutti, come detto prima ci sono persone (la maggioranza) che hanno visto in questo mercato la loro possibilità di riscatto, investendo ogni centesimo guadagnato, o chiedendo prestiti che andranno onorati. E' a loro che va la mia solidarietà, tenete botta; siete il meglio di questo Stato che tanto vi ha maltrattato. Sopravviverete, incazzati e delusi, ma sopravviverete. La gente con le palle sopravvive sempre. Ed accettate un consiglio: emigrate. Questa Italia non vi merita.

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