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Lettera aperta al Presidente Berlusconi

Le pietre del Presidente. Le parole di fuoco hanno centrato il cuore degli italiani. Non è Dio ma la sua chiamata non può lasciare indifferenti. Persino se avesse parlato da Alcatraz, non si sarebbe potuto porre in dubbio alcuno, la sua buona fede, il suo amore e la sua apprensione per l'Italia, anzi per gli italiani. Le parole sono pietre scagliate per risvegliare le anime dormienti, limbatiche, arsenicizzate di questo meraviglioso popolo. Signor Presidente, alla sua chiamata non si può che rispondere:< presente>! Certo, lui chiama i suoi, li elettrizza con sapienza comunicativa, risveglia il sentimento della libertà di ciascuno e di tutti, evoca il fantasma della perdita, della deriva, della catastrofe. Non è un martire, non è un Dio ma non è neppure un criminale o un lestofante. E' un audace. Un uomo solo consapevole della realtà, del paese e dell'anima del suo popolo. Ma alla chiamata prima della catastrofe dovrebbero rispondere anche tutti gli altri, cittadini seri di questo paese. E questi altri sono chiamati a costruire, non a demolire, la nuova Italia, un nuovo Paese vivibile da lasciare ai propri figli. Questi altri sono chiamati non ad "asfaltare" gli avversari ma a costruire ponti. ce la faranno? Signor Presidente Berlusconi, penso che Lei sia un uomo libero e lo rimarrà sempre, dentro o fuori il Parlamento, condannato oppure assolto. Io non ho mai assunto posizioni fanatiche pro Berlusconi, nè mai lo farò. Non è nella mia natura! Anch'io come Lei sono animata dal solo Dio della libertà che non ammette devozioni a nessun altro se non a Lui, ma riconosco il buono delle sue parole e l'ora estrema che vive questo Paese, perciò ho deciso dopo lungo silenzio, di pubblicare questa nota che non la disegna come Santo Salvatore della Patria, ma come Uomo libero, che ama la libertà e la sua terra. Auguri, Signor Presidente ,a Lei e a tutti noi.

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