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Tutti rubano

Direttore, sono perplesso e sbigottito d’innanzi ai tanti furti perpetrati da così tanti personaggi delle più variate istituzioni pubbliche, statali e private. Rubano ad Equitalia, rubano i Presidenti delle Regioni ed alle Provincie, rubano nei Partiti politici, rubano i sindaci, negli Ospedali, nelle ASL, nelle Circoscrizioni; rubano gli onorevoli deputati al parlamento Italiano, i Prefetti , i consiglieri; rubano nelle aziende pubbliche e nelle private; rubano i Presidenti di Associazioni di categoria. Le dichiarazioni del pentito Schiavone, aprono uno spaccato indecoroso per un Paese, con “mazzette” a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc… per chiudere un occhio durante gli “scavi” e l’occultamento di rifiuti velenosi; rubano le grandi famiglie degli industriali, rubano le Banche, rubano i magistrati che si vendono, rubano i cassieri in Vaticano, rubano i consulenti fiscali, i commercialisti disonesti, rubano coloro che approfittandosi del potere assegnano i posti di lavoro ai loro figli senza concorso, rubano nelle caserme, rubano i Fondi pensione dei lavoratori, rubano i cassieri dei partiti politici, rubano nei Concorsi pubblici, nelle Università, negli Asili, rubano gli Enti pubblici con gli sprechi clamorosi ed evidenti, rubano quei dipendenti pubblici che si assentano furtivamente dal posto di lavoro, rubano le guardie giurate davanti alle banche, rubano migliaia di ricchi che non pagano le tasse; ci rubano il diritto al lavoro, proprio di uno Stato sano e unito; ecc… Ecco, siamo un Paese devastato dalla criminalità e dall’illegalità, dove i reati restano quasi tutti impuniti e i detenuti restano in attesa di giudizio svariati anni; siamo un Paese piegato e mortificato dalla sua crisi, che subisce ogni giorno il crollo delle sue imprese e la disoccupazione. Ma qual’è il destino dell’Italia e nostro? A chi ed a cosa ci dobbiamo appellare per vivere in un Paese normale? Cosa ci rimane da fare in queste condizioni? Possono, almeno le Forze Armate, ridarci quella serenità degli anni del dopoguerra, quella libertà e onorabilità che ci siamo conquistati con il sangue dei nostri martiri, quella spavalderia che ci ha permesso per secoli di guardare per primi in avanti, nella cultura e nella scienza? Chi, tra questi guitti al potere o che scaldano l’aula di Montecitorio o di Palazzo Madama, può essere in grado di capire o di guidare l'idea di un'ITALIA diversa e di lavorare per lo sradicamento dell'attuale sistema di latrocinio in cui le istituzioni ci hanno obbligato a convivere?

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